4 GIORNATE A MEXES,INZAGHI STASERA SI GIOCA LA PANCHINA IN COPPA ITALIA

4 GIORNATE A MEXES,INZAGHI STASERA SI GIOCA LA PANCHINA IN COPPA ITALIA

CRISI MILAN,INZAGHI E SQUADRA UN'ORA A RAPPORTO DA GALLIANIMILANO – Per tenersi stretta la panchina del Milan, Filippo Inzaghi deve dimostrate di avere ancora la squadra in pugno. Ha un’ultima chance, domani con la Lazio, il quarto di finale che può dargli ossigeno o segnare il primo fallimento della sua breve carriera di allenatore. E come se non bastassero le tensioni degli ultimi giorni, la vigilia a Milanello è segnata dalla diagnosi dell’infortunio di El Shaarawy, che è più grave del previsto e rischia di costargli la stagione, e l’esclusione dai convocati di Mexes, “per scelta della società”, dopo il violento raptus contro Mauri sabato scorso. Complice l’emergenza infortuni in difesa, Inzaghi era pronto a confermare il francese nella seconda sfida in quattro giorni contro la Lazio. Ma dall’alto è arrivato lo stop. Chiuso a Milanello da domenica mattina per fronteggiare la crisi della sua squadra e la concreta possibilità di lasciare il posto al suo vice Mauro Tassotti, candidato al ruolo di traghettatore fino a luglio quando si apriranno comunque nuovi scenari (con Spalletti, Lippi, Montella e Prandelli in gioco), l’allenatore ha una partita secca per dimostrare di essere ancora in controllo dello spogliatoio. In 11 stagioni di Milan l’ex centravanti ha giocato solo per tre allenatori e suo malgrado ha segnato la sorte del primo, Fatih Terim, esonerato dopo una sconfitta in casa del Torino (4 novembre 2001) decisa anche dal rigore fallito da Inzaghi, fra l’altro mai amato dal turco (“Una punta intelligente capisce quando sta per finire in fuorigioco”). Tanti anni dopo Inzaghi balla ancora su un filo, quello che lo tiene appeso alla panchina. E spera di avere dalla propria squadra la reazione che è mancata sabato sera all’Olimpico. “Dobbiamo andare in campo come leoni, perché non si può sbagliare”, suona la carica Jeremy Menez assicurando che “i giocatori sono sempre con Inzaghi. Non lo dico così per dire, ma tutti lo pensiamo”. “A questo Milan manca un po’ di cattiveria. Sembriamo troppo gentili – ha osservato l’attaccante francese -. Dobbiamo divertirci di più.
Posso dare di più, mi fanno piacere i gol, ma la situazione no”.
In difesa potrebbe fare il suo debutto Albertazzi, a centrocampo rientra De Jong, in attacco ci saranno Menez, Pazzini e Cerci è favorito su Honda, appena rientrato dalla coppa d’Asia (3 gol e un assist). Fa invece i conti con un nuovo incubo El Shaarawy: la frattura composta alla base del quinto osso metatarsale del piede destro rimediata sabato lo costringerà a portare per circa 6 settimane un tutore, e ne serviranno almeno altre 8 prima di tornare in campo dopo la terapia conservativa. Si era scelto di procedere così anche la scorsa stagione dopo la microfrattura al quarto osso metatarsale del piede sinistro rimediata a fine settembre. Poi, però, un intervento a fine dicembre ha allungato i tempi e l’attaccante complessivamente è rimasto fermo otto mesi

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