ANCORA GARGANO: “PICCHIAI MONTERVINO E IL FIGLIO DI DE LAURENTIIS”

ANCORA GARGANO: “PICCHIAI MONTERVINO E IL FIGLIO DI DE LAURENTIIS”

Nuove dichiarazioni di Walter Gargano, tratte dalla lunga intervista rilasciata ai microfoni della radio messicana Rg. El Mota ha raccontato i litigi vissuti con l’ex capitano azzurro Francesco Montervino e con Edoardo De Laurentiis, vicepresidente della SSC Napoli. Ecco le sue parole: “L’anno scorso volevo restare al Napoli, ma il club aveva deciso di vendermi. De Laurentiis disse che avevo troppa personalità e che avrei dato problemi alla squadra. Anche se non litigai mai con lui…”.

E con chi litigasti? “Nei primi sei mesi in azzurro, col capitano, Francesco Montervino. Durante un allenamento ci fu uno scontro di gioco, lui mi diede uno schiaffetto sul viso, come se volesse dire “stai zitto, piccolino”. Pensava che non avrei reagito, ma mi arrabbiai e all’epoca non pensavo molto a quello che facevo, aveva sbagliato persona. Gli diedi un paio di colpì e non reagì, poi cercò di spaventarmi dicendo ’ti ammazzo!’, una cosa che loro fanno spesso lì, e io gli dissi che  a me non piace parlare, e se voleva litigare ero lì a disposizione. Ricordo che Lavezzi mi diceva ‘picchialo, picchialo’! Sono errori che uno commette quando è giovane…”.

E per questo il presidente ha deciso di venderti… “Sì. E anche perché picchiai suo figlio”.

Hai davvero picchiato il figlio del presidente? “Tornavamo da una partita contro la Lazio, a Roma. Il Pocho è una persona solare, e nel bus mise la sua musica. Il figlio del presidente la sostituì con uno dei film di De Laurentiis, che è un produttore cinematografico e ne produce vari, peraltro molto brutti. Lui all’epoca non era il vicepresidente del Napoli come lo è oggi, è un ragazzo giovane, ha due anni in più a me, ma visto che non sa fare altro lo hanno inserito nel club. Si arrabbiò quando tutti i calciatori iniziarono a fischiare, io ero seduto al mio solito posto, e visto che non ebbe il coraggio di parlare col Pocho venne da me”.

E poi? “Mi diede uno schiaffo sulla gamba dicendo ‘vi ho detto che non dovete fischiare!’, e io gli dissi tranquillamente ‘stai sbagliando, non ho fatto niente, il film non mi disturba, sto ascoltando un po’ di musica’. Dopo un po’, un’altra volta, Lavezzi mi sussurrò nell’orecchio ‘Picchialo, picchialo, picchialo’… Io avevo una personalità aggressiva, non era mia abitudine fare a botte e ancor meno col figlio del presidente. Gli diedi uno schiaffone davanti a tutti, mi disse ‘t’ammazzo’ e gliene diedi un’altro. Arrivammo a Castel Volturno, scesi dal bus senza zaino e gli dissi ‘andiamo a litigare’, ma lui mi chiese scusa, dicendo di aver sbagliato. Non successe più nulla”.

E quindi ti hanno spedito in Messico. “No, no. Successe sei anni fa, adesso sono cambiato tanto. Ho conosciuto mia moglie, ora sono papà, sono maturato”.

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