BEVO ESALTA LA SALERNITANA BATTUTO IL MESSINA DI GRASSADONIA

BEVO ESALTA LA SALERNITANA BATTUTO IL MESSINA DI GRASSADONIA

SALERNITANA-MESSINA 1-0
SALERNITANA (3-5-2): Gori; Tuia, Bianchi, Lanzaro; Colombo, Bovo (44′ st Volpe), Pestrin, Favasuli, Franco; Calil, Gabionetta (29′ st Mendicino). A disposizione: Russo, Grillo, Pezzella, Giandonato, Cappiello. Allenatore: Menichini.
MESSINA (5-3-2): Iuliano; Cane, Pepe E. (20′ st Benvenga), Stefani, Silvestri, Donnarumma; Damonte, Bucolo, Pepe V. (34′ st Izzillo); Orlando, Corona (28′ st Bjelanovic). A disposizione: Lagomarsini, Bortoli, Bonanno, Altobello. Allenatore: Grassadonia.
Arbitro: Prontera di Bologna
Rete: 36′ pt Bovo
Note: giornata primaverile, terreno in buone condizioni, spettatori 10240 (compresa la quota abbonati, incasso non comunicato) con la presenza nel settore ospiti di centocinquanta tifosi siciliani. Ammoniti: Corona, Bianchi, Pestrin, Benvenga, Colombo, Bucolo. Angoli: 2-3. Recupero: 2+2′ pt, 3′ st.

Altri tre punti (con il minimo sindacale in termini di risultato, 1-0 al Messina, e di gioco) e il primato solitario (a prescindere dai risultati delle dirette concorrenti) per una chiusura col botto del 2014 della Salernitana. Che parte – come da pessima abitudine, negli ultimi tempi, all’Arechi – con il freno a mano tirato e senza il piglio autoritario della capolista. E per venti minuti abbondanti non combina un granchè. Anzi, deve guardarsi dal gioco di sponda di Corona (inserito, a sorpresa, al posto di Bjelanovic in un 5-3-2 che il tecnico salernitano dei peloritani Grassadonia stravolge, negli uomini e nel modulo, rispetto alle previsioni della vigilia), che fa salire il Messina e tiene sotto pressione, a ridosso della propria area di rigore, la retroguradia granata. Ma per Gori – ad onor del vero – il lavoro da sbrigare si limita all’ordinaria amministrazione. Poi l’ardore degli ospiti evapora alla temperatura di una mattinata quasi primaverile e la squadra di Menichini (che conferma, dopo l’inguardabile esibizione di Barletta, il 3-5-2, un po’ per convinzione tattica e un po’ per necessità, tra infortuni e squalifiche con cui fare i conti) guadagna campo, cresce in autostima e comincia a mettere i brividi a Iuliano, estremo difensore della folta pattuglia di ex granata che indossa la casacca siciliana.

VIDEO Menichini elogia il gruppo

E il legno che centra in pieno Franco (22′), a portiere battuto, su una conclusione sporcata da una provvidenziale deviazione di Enrico Pepe, è il segnale evidente che la Salernitana finalmente ha deciso di marcare la sua presenza sul terreno di gioco. Il solito svagato Gabionetta prova a dare un senso alla sua partecipazione alla contesa, ma è timido e centrale il destro (25′) che lascia partire dal limite dell’area. Fa assai peggio, però, tre minuti dopo, il suo collega di reparto e capocannoniere del girone Calil, che riesce nell’impresa di divorarsi il vantaggio, a porta vuota, alzando in curva nord il tap-in sul cross di Bovo, dopo una triangolazione sull’out destro, con Gabionetta. Il Messina fatica a ripartire e la Salernitana ne approfitta. Ancora Bovo, stavolta (36′), decide di fare tutto da solo: riceve palla, la controlla, prende la mira e dal limite, seppure un po’ defilato sulla destra, lascia partire un destro che Iuliano prova a deviare partendo con fatale ritardo e finendo per… intercettare con la testa il legno della sua porta, dopo che il pallone ha già gonfiato la rete alle sue spalle. Il finale è sempre di marca granata: Bovo (43′) con un tiro-cross impensierisce Iuliano, che poi (45′) in due tempi se la cava su una conclusione di Colombo.
Nella ripresa, la Salernitana propende per una strategia di attesa, almeno nei primi, cercando di far uscire il Messina dal proprio guscio per poi punirlo in contropiede. Sugli sviluppi di un calcio piazzato (14′) Corona sparacchia da buona posizione. Grassadopnia prova a scuotere i suoi, cambiando atteggiamento tattico (4-4-2), gettando nella mischia Benvenga al posto di Enrico Pepe e poi inserendo Bjelanovic per dare sostanza ad una prima linea poco offensiva. Ma gli unici sussulti, in questa fase centrale del secondo tempo, sono ancora di marca granata: peccato che Gabionetta non sia in giornata anche come uomo-assist in un paio di circostanze, prima di lasciare il campo a Mendicino, tra gli applausi e i cori, assai generosi, degli oltre diecimila spettatori di fede granata. Ma l’occasione per archiviare definitivamente la pratica Messina capita (35′) ancora sui piedi di Calil, innestato da un rimpallo, ma incapace di nuovo di inquadrare lo specchio della porta preferendo un tocco felpato ad una conlusione di potenza. Pestrin e Colombo rimediano due “gialli” pesanti: già diffidati salteranno il derby di Caserta, alla ripresa del campionato, dopo la sosta natalizia.E quasi allo scadere (43′) Gori, in uscita disperata, si guadagna la sufficienza abbondante opponendosia al tiro ravvicinato dell’ex granata Orlando. Sarebbe stata una beffa atroce. Invece, sugli spalti al 93′ e passa si può festeggiare la quarta vittoria di fila casalinga dei granata, mettere sotto l’albero di Natale della Salernitana il prezioso dono del primato solitario in classifica e consentire a patron Lotito (di nuovo in tribuna, perisno in compagnia del cognato e socio Mezzaroma) la solita passerella sotto la curva sud.

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