CALCIOSCOMMESSE ATALANTA SALVA

CALCIOSCOMMESSE ATALANTA SALVA

18 luglio 

“Bari? Non so nulla”. Antonio Conte testimonia al processo sul calcioscommesse. Il ct della Nazionale ha negato le combine nelle partite del campionato di Serie B perse con Treviso e Salernitana nel 2008 e nel 2009, definite normali: “Non ho mai avuto contezza di alterazioni di risultati, né ho mai sentito parlare di soldi”. 

LA VERSIONE DI CONTE – “Contro il Treviso schierai la formazione migliore – ricorda Conte –, fuorché Santoruvo. Aveva la pubalgia e volevo utilizzarlo a Lecce, sette giorni dopo. La squadra si impegnò, ma non ero contento perché stavamo perdendo. Alla fine del primo tempo feci un cazziatone nello spogliatoio. Durante la stagione ci può stare che la squadra si riunisca senza il tecnico, ma escludo che nei giorni precedenti alla partita con il Treviso ci siano state riunioni. Nessuno mi chiese il permesso. I nostri tifosi non ci chiesero di perdere con la Salernitana ma, forti di un gemellaggio con la tifoseria avversaria, in modo indiretto durante la settimana ci fecero capire di dare una mano alla Salernitana, visto che noi eravamo già promossi mentre loro erano in lotta per la salvezza. Dissi ai ragazzi che non doveva interessarci il gemellaggio. Offrii motivazioni al gruppo: volevo restare in testa ed alzare la coppa della B. Giocammo a viso aperto, senza tatticismi, ma non vidi nulla di strano in campo. Gillet? Aveva fatto un ottimo campionato. Sapeva però che non avrebbe giocato a Salerno, perché intendevo dare una soddisfazione al dodicesimo, Santoni, mai utilizzato prima. Quando venne fuori la notizia dell’inchiesta, Stellini era con me alla Juventus. Mi disse che c’erano problemi per Bari-Salernitana. Voleva parlarmi, lo mandai via subito perché ero troppo nervoso”. 
RANOCCHIA, PERINETTI E GAZZI – Assenti per motivi personali il dirigente Giorgio Perinetti e il difensore Andrea Ranocchia (ora all’Inter), che potrebbero essere sentiti nella prossima udienza del 25 settembre. Presente il centrocampista Alessandro Gazzi (adesso al Torino) che ha spiegato: “Agli inizi della settimana nello spogliatoio Santoruvo, rivolto ai compagni, chiese di lasciare la partita al Treviso. Capii che parlava a nome di Esposito. Prima della Salernitana ci fu una riunione rumorosa in palestra. Stellini, alla presenza di tutti, parlò del gemellaggio tra le tifoserie e dell’eventualità di lasciare la partita alla Salernitana. Me ne andai subito. Nel pomeriggio Stellini mi inviò un sms, chiedendomi cosa pensassi. Gli risposi che non volevo sentirne parlare. Il computer ricevuto dopo Salerno? Lo trovai al mio posto, alla ripresa degli allenamenti. Stellini ed Esposito mi dissero che era un regalo. Presi il giorno dopo il pc perché pensai fosse un cadeau per il mio esordio da capitano”. 
PARLA IL PM – Il pm di Cremona, Roberto di Martino ha dichiarato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “E’ stata un’amara sorpresa. Siamo partiti da alcuni giocatori della Cremonese storditi dopo aver bevuto negli spogliatoi. I giornali parlarono di avvelenamento. Non pensavamo certo a una combine. E invece… È l’aspetto più brutto della vicenda: chi guarda lo sport non tollera di essere preso in giro. Anche io adesso vedendo una partita in tv sono assalito dai dubbi. Ma quell’errore, penso, è stato un caso oppure c’è dietro altro? Quando perdi la fiducia è dura tornare a essere disincantato come prima. Spesso i giocatori erano convinti di non aver fatto nulla di male, finire in carcere era poi l’ultima cosa a cui pensavano. C’è una mentalità sbagliata nei calciatori, forse inculcata fin dalle giovanili. Credono sia normale un accordo tra due squadre unite dallo stesso interesse in classifica. Invece è un reato. Penale e sportivo. La frode sportiva si realizza se due o più soggetti si mettono d’accordo in modo concreto su un risultato. Come hanno stabilito alcune sentenze della Cassazione. Si altera la classifica, causando un danno a un terzo soggetto. Certo, se l’accordo è tacito e non si può dimostrare, sarà etichettato come un comportamento antisportivo e basta. Ma se dai pensieri si passa alle parole, allora le cose cambiano. E sono cambiate parecchio negli ultimi mesi…Uno dei meriti indiretti delle indagini svolte a Cremona è aver messo in evidenza la fragilità di un reato, la frode sportiva, poco considerato dal legislatore. Non è più così: la semplice combine dall’autunno 2014 porta a condanne da 6 a 9 anni e permette agli inquirenti di usare le intercettazioni anche senza l’associazione, non facile da contestare. Gli arresti di Catanzaro e Catania hanno dimostrato quanto sia importante avere questi strumenti investigativi. L’inchiesta sul calcioscommesse ha numeri enormi, impossibili per una Procura piccola come Cremona. Non abbiamo avuto nessun aiuto. Ero e sono rimasto l’unico pm, ma ho anche altri processi. Ho seguito, ad esempio, l’appello sulla strage di piazza della Loggia a Brescia. Per non parlare del personale: da dividere coi colleghi. Insomma, si parla tanto di giustizia lenta, ma in queste condizioni essere veloci è un’utopia. Nonostante tutto, due poliziotti della Questura di Cremona sono stati premiati proprio per il lavoro svolto su Last Bet. Nessuno delle istituzioni sportive è venuto nel mio ufficio per avere informazioni dettagliate. Ho incontrato solo una volta Abodi in un convegno e letto lodi pubbliche per l’inchiesta, non sempre a dire il vero… Mi sento spesso col procuratore Palazzi e nel possibile sono stato collaborativo, tornando indietro non lo rifarei e passerei le carte alla giustizia sportiva in tempi più lunghi. Se un giocatore parla da Palazzi, poi quando viene da me è legato a quelle dichiarazioni, spesso non veritiere. I giocatori vedono il processo penale distante, mentre un anno di stop può significare carriera finita. Non solo, anche le sentenze della giustizia sportiva possono influire in modo negativo. Nel 2011 le condanne erano state dure. Poi c’è stata un’inversione di tendenza. Il motivo? Non dovete chiederlo a me. All’inizio pensavo fosse un fenomeno limitato alla Lega Pro, sbagliavo. Si può truccare benissimo anche un match di Serie A, negli atti ci sono esempi lampanti. I giocatori sono avvicinabili e corruttibili. Non tutti, ovvio. Ma quelli non coinvolti faticano a denunciare i compagni. L’omertà è una regola e se di mezzo c’è il club, diventa ancora più pressante. Chi parla viene isolato, come è accaduto a Simone Farina. Fino a quando la mentalità sarà questa, le combine sono sempre possibili. Il fenomeno scommesse ha solo ingigantito un problema che c’era già. Antonio Conte si considera vittima di un’ingiustizia? Il pm fa il pm: nessun pregiudizio o peggio persecuzioni. Un giudice valuterà le opposte tesi. Accuse, condanne e assoluzioni fanno parte del sistema giustizia. Le minacce ricevute? Mi ha stupito le velocità di questi “saluti”, arrivati con l’inchiesta appena iniziata. Le dico la verità, ritengo molto più concreta la minaccia avuta in aula da un boss mafioso: mi ha promesso di uccidermi una volta uscito di galera. Per ora è ancora dentro”. 

ATALANTA SALVA – Intanto il consiglio federale ha definito la nuovastrategia. I processi sportivi che avranno come oggetto di deferimento un’eventuale “responsabilità diretta” delle società, con rischio quindi di retrocessione, si faranno subito. Per quelli che riguardano la “responsabilità oggettiva”, si procederà in un secondo momento. Traduzione: le carte di Catania e Catanzaro mettono fretta, per i nuovi documenti di Cremona (che debbono ancora arrivare fisicamente in Federcalcio) bisognerà aspettare. Sospiro di sollievo per l’Atalanta, la cui posizione era diventata delicata dopo l’allargamento dell’indagine di Cremona a Crotone-Atalanta, partita mai analizzata dalla giustizia sportiva (mentre Ascoli-Atalanta, archiviata con l’assoluzione in appello di Manfredini quattro anni fa, torna in ballo per la posizione di Guido Marilungo). La vicenda riguarda in qualche modo pure la Lazio, sempre per il caso Mauri. Anche l’eventuale riapertura di questo fascicolo, in base alle nuove carte di Cremona, scatterebbe comunque dopo l’estate. Dunque, la Serie A partirà sicuramente il 23 agosto e terminerà (coppa Italia compresa) entro il 15 maggio 2016. Avanti tutta su Catania e Catanzaro. Palazzi ha avuto il via libera per una sorta di «rito abbreviato» dell’istruttoria. Chi non risponde alla prima convocazione, non ha una seconda chance: ha 48 ore per presentare una memoria, punto e basta. La lista delle audizioni saltate è già molto lunga. Come sarà presumibilmente lunga quella dei deferimenti, che il procuratore dovrebbe firmare intorno alla fine di luglio. In tempo per fissare i processi nella settimana successiva a quella del consiglio federale del 4 agosto. Nel caso di condanne alla retrocessione, non ci saranno ripescaggi ma saranno riscritte le classifiche di Lega Pro. 

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