CAPUANO: “IL MODENA E’ UN MALATO CON L’ENCEFALOGRAMMA PIATTO, MA IO VOGLIO SALVARLO”

CAPUANO: “IL MODENA E’ UN MALATO CON L’ENCEFALOGRAMMA PIATTO, MA IO VOGLIO SALVARLO”

Domenica fuori dal Braglia di Modena è andato in scena il funerale del Modena FC. Con lo sfratto del club dallo stadio a causa di “gravi inadempienze” avvenute nei mesi scorsi la formazione emiliana ha visto saltare il match contro il Meste, con conseguente 0-3 a tavolino. Ezio Capuano, tecnico dei Canarini, ha raccontato quanto sta avvenendo a Modena dai microfoni di TuttoMercatoWeb: “E’ la prima volta che mi succede di vivere una situazione del genere – ammette l’allenatore campano -, senza riuscire a giocare. Serve rispetto per chi lavora e, sinceramente, non mi è piaciuto neanche il comportamento del Mestre. Potevano comportarsi come il Catanzaro che per il match contro la Sicula Leonzio ha accettato lo spostamento della data. Loro, invece, hanno agito secondo le regole. Noi, invece, siamo vittime di una situazione. A tanti ha fatto piacere che tutto questo avvenisse mentre noi siamo a difendere la nostra dignità“. Cosa risponde a chi le chiede di dissociarsi dalla gestione di Antonio Caliendo? “Io ho la responsabilità di un gruppo di ragazzi che mi ha dato fiducia. Sarei un vigliaccio e un debole se scappassi. E io non lo sono“. Non si sente abbandonato dalla società? “Mi sento abbandonato da tutti. Mi sento un uomo ferito ma non sono morto. Combatterò fino alla fine, come ho già fatto in altre situazioni. La scorsa stagione sono arrivato in una situazione drammatica, dove tutti ci davano già per spacciati, ma siamo riusciti lo stesso a salvarci. Non mollerò di un millimetro la mia posizione nonostante non abbia più parole per esprimere il mio stato d’animo. Mi vergogno a guardare i ragazzi in faccia, soprattutto quelli a cui ho chiesto di venire qua, mi sembra di averli traditi. Ho agito in buona fede, per il bene del Modena. Un club che è un patrimonio per tutta la città“. Si sente di dire qualcosa anche all’amministrazione comunale? “Non mi sarei mai aspettato la chiusura dello stadio. Hanno chiuso le porte in faccia al calcio. Ieri si è toccato il fondo, con i tifosi che sono la vera vittima di tutta questa situazione. Ci sono persone che vivono in base ai risultati della propria squadra del cuore. Il Modena è un malato con l’encefalogramma piatto. Ma io voglio salvarlo“. Tutto questo in attesa di una nuova proprietà. “Io voglio il bene del Modena. Mi auguro solo che chi arriverà lo faccia per darci tranquillità“.

tmw

Categories: LEGA PRO

About Author