DI NAPOLI SNOBBA LA PAGANESE: “SAREI FELICISSIMO DI ALLENARE IL MESSINA ANCHE IN ECCELLENZA”

DI NAPOLI SNOBBA LA PAGANESE: “SAREI FELICISSIMO DI ALLENARE IL MESSINA ANCHE IN ECCELLENZA”

Le voci si rincorrono ma bisogna andarci cauti per non illudere nessuno. Cordate straniere, trattative segrete e incontri che si susseguono, uomini a lavoro per garantire un futuro al Messina. Al momento, l’unica certezza, è che Pietro Lo Monaco resta al timone del club e starebbe valutando l’ipotesi di andare avanti nell’avventura in riva allo stretto dopo lo sfogo dei giorni scorsi e i rapporti non proprio idilliaci con buona parte della piazza peloritana. Delusa e umiliata dalla concente retrocessione ai play-out contro la Reggina.

L’obiettivo è quello di dimenticare in fretta ciò che è stato e ripartire, passando dal ripescaggio se le risorse lo permetteranno, oppure dalla Serie D, salvaguardando il titolo in attesa di un progetto di rilancio concreto e ambizioso. Poi se nel mentre dovessero giungere buone nuove, benvengano. Continua è la ricerca di sponsor o soci che possano sposare la causa dell’Acr e nelle ultime ore rimbalza con insistenza la voce di un avvicinamento del patron del marchio “Carpisa”, Raffaele Carlino. L’intermediario sarebbe l’indimenticato ex bomber giallorosso Arturo Di Napoli, reduce da un’esperienza da allenatore a Malta: il diretto interessato, ai nostri microfoni, smentisce categoricamente questa ipotesi, pur confermando l’amore per la maglia biancoscudata. «Sarei felicissimo di aiutare il Messina attraverso quella che è la mia professione, cioè l’allenatore – ha spiegato – . E’ un fatto inconfutabile che Pietro Lo Monaco abbia fatto degli investimenti e nessuno può negarlo, se lui dovesse chiamarmi io sarei felicissimo di dare una mano sotto tutti i punti di vista, ma da qui a dire che io possa fare il mediatore o coinvolgere tizio piuttosto che caio ce ne passa, smentisco in maniera categorica una cosa del genere».

Messaggio chiaro, ma porte apertissime ad un’esperienza in Sicilia nelle vesti di tecnico della prima squadra: «Io intermediario? Nella maniera più assoluta, amo i colori giallorossi e farei di tutto per aiutare il Messina, non a capo di una cordata, ma guidando la squadra dalla panchina. Per me sarebbe un onore guidare il Messina, una squadra che amo, una città che sento mia e di cui sono innamorato. Fare un’esperienza con un uomo di calcio come Lo Monaco mi farebbe enormemente piacere». Al di là della categoria? «A fronte di un progetto serio, anche in Eccellenza. Per me sarebbe un privilegio riportare Messina nel posto che merita nel calcio italiano, per la gente, per la città, per la curva e per l’affetto che ho ricevuto in questi anni. Se Messina dovesse chiamare io risponderei presente».

63 reti in 158 partite messe a segno in maglia biancoscudata tra Serie A, Serie B e Serie D. Un messinese d’adozione, un talento puro in grado di entusiasmare i tifosi peloritani (e non solo) come pochi a suon di gol e prestazioni altisonanti, ma soprattutto grandi emozioni e risultati storici. Rapidità, precisione, grande tecnica e quel vizietto del gol che gli ha permesso di mettere a segno ben 189 reti in carriera. Tra gli artefici dell’ultima promozione in Serie A del Messina e dello storico settimo posto in massima serie del team giallorosso, Re Artù non si tira indietro quando gli chiediamo una battuta sul futuro della società: «Secondo me non bisogna andare a cercare i grandi investitori, ma i piccoli imprenditori locali che possano dare un contributo per aiutare la squadra. La retrocessione fa male, da tifoso sono enormemente dispiaciuto e capisco quanto sia difficile in un momento di crisi come questo trovare gente disposta ad investire nel calcio, è fondamentale la passione. Attualmente l’unica certezza del Messina si chiama proprio Pietro Lo Monaco, dunque, a parer mio, la soluzione ideale sarebbe ricomporre ogni frattura e ripartire, cercare di unire le forze, è fondamentale che ci sia unità d’intenti. Le potenzialità ci sono, ma riprendendo le parole di Lo Monaco dico che non è facile mantenere una squadra tra i professionisti senza l’aiuto delle istituzioni e senza un afflusso importante allo stadio».

Commento finale, con un messaggio ai tifosi: «Hanno anche bisogno di essere coccolati ed è giusto così, perché nel calcio, come in tutti gli altri sport, sono l’anima e il motore e vanno messi al centro. E’ chiaro che il progetto debba essere vincente ed è impensabile disputare una Serie D e lottare per salvarsi, perché Messina merita ben altro. Non voglio illudere nessuno e non voglio prendere per i fondelli nessuno, perché Messina è casa mia e ho tantissimi amici, dunque ci tengo a sottolineare che non sono a capo di una cordata e non sono un intermediario. Se Messina dovesse chiamarmi io sarei pronto a dare qualsiasi tipo di aiuto e contributo, lo dico con il cuore».

Fabrizio Bertè – messinanelpallone

Categories: CALCIO, LEGA PRO

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