FANTASTICA JUVENTUS ANCORA UN TITOLO IL 33ESIMO IL QUARTO CONSECUTIVO

FANTASTICA JUVENTUS ANCORA UN TITOLO IL 33ESIMO IL QUARTO CONSECUTIVO

La Juventus ha battuto a Genova la Sampdoria 1-0 e ha vinto il suo quarto scudetto consecutivo con quattro giornate di anticipo. Il gol decisivo di Vidal (LA CRONACA)

 

 

Breve festa in campo al Ferraris dei giocatori campioni d’Italia della Juventus. Marchisio e i compagni hanno saltato in mezzo al campo per salutare lo scudetto, il quarto consecutivo, e hanno poi brevemente sollevato in aria l’allenatore Allegri prima di rientrare negli spogliatoi. In tribuna e nei distinti due piccoli gruppi di tifosi bianconeri hanno alzato sciarpe e piccole bandiere. La trasferta era vietata ai gruppi di tifosi organizzati dopo gli incidenti di Torino domenica scorsa.

 

 

Allegri, ottima annata ma non è ancora finita – “I giorni del mio arrivo? Sono stati buoni, perché avevo sei o sette giocatori, credo. Anche nel Milan mi era capitato di entrare in uno spogliatoio importante. Partendo dal lavoro svolto in tre anni ho cercato di cambiare qualcosa. E’ stata un’annata ottima, per non dire straordinaria, ma ancora non è finita”. Lo ha detto, parlando a Sky, Massimiliano Allegri, dopo la vittoria dello scudetto da parte della Juventus

E’ impressionante la bellezza di questo scudetto, perché siamo partiti in mezzo al caos, ma ci siamo subito messi con la testa giusta a pedalare con il nuovo allenatore Allegri. Godiamoci questa vittoria ma stasera, quando torniamo a Torino, dovremo subito pensare alla sfida di Champions”. Lo ha detto Leonardo Bonucci, commentando a Sky la conquista dello scudetto da parte della Juventus, dopo il successo in trasferta contro la Sampdoria. “Siamo stati bravi e intelligenti ad adeguarci a un nuovo modulo – ha concluso -. L’allenatore è stato grandissimo, come lo staff: dedico questo scudetto ai nostri tifosi, che sono l’anima pulsante della Juventus”.

I complimenti di Renzi via twitter

 

 

 

La cavalcata scudetto – Una squadra sola al comando, anche quest’anno, molti gradini sopra tutte le altre. La fuga della Juventus verso il poker tricolore è cominciata molto presto, già il 5 ottobre, dopo il 3-2 alla Roma nello scontro diretto intriso di veleni con l’arbitro Rocchi nella bufera: tre rigori (due ai bianconeri), tre espulsi, sette ammoniti, i video della partita consumati a forza di fermo immagine per capire quali e quante decisioni erano state sbagliate. Pareva profilarsi un duello lungo ed acceso, ma il campionato ha preso presto un’altra piega, con la Juve meritatamente padrona assoluta, leader autorevole ed incontrastata e la Roma inseguitrice sempre più in affanno. Per i bianconeri, il profumo del quarto scudetto si è diffuso già a metà marzo, con la Roma precipitata a -14, il Napoli e le altre ancora più lontane.

Già la partenza era stata sparatissima: cinque vittorie di fila prima di Juve-Roma. Il primo anello a Verona, 1-0 al Chievo, con autorete del difensore Biraghi. Due settimane dopo, la prima rivincita di Allegri, l’1-0 a San Siro al Milan, firmato da Carlitos Tevez.
La prima squadra in Italia ad interrompere la galoppata bianconera è stato il Sassuolo, avanti con Zaza e poi ripreso da Pogba. Ma nessuno ha sconfitto la Juve prima della nona giornata, protagonista il Genoa, grazie ad una rete a porta vuota nell’ultimo minuto di Antonini, su assist di Matri, che poi sarebbe tornato alla Juve. Una piccola flessione, poi i campioni d’Italia hanno ripreso slancio: tre vittorie consecutive, ed un messaggio chiaro a ribadire lo strapotere: 3-0 alla Lazio all’Olimpico, con doppietta di Pogba ed ennesimo centro di Tevez.
La Juve ha rallentato di nuovo il passo alla fine del girone di ritorno: 3 pareggi in 4 partite, due consecutivi allo ‘Stadium’ interrompendo una serie di 25 vittorie consecutive. Dopo il successo nel derby acciuffato all’ultimo minuto con un tiro imprendibile di Pirlo, Samp ed Inter hanno fatto vacillare per qualche giorno la sicurezza dei bianconeri, ma con il 3-1 di Napoli, al penultimo turno dell’andata, ha ridato coraggio ai bianconeri e fatto sprofondare Higuain e soci.
Serata storta a Cesena, rigore fallito da Vidal sul 2-2, qualche sofferenza in casa con l’Atalanta ma poi la Juve ha preso definitivamente il largo: chiusa la porta alla Roma con l’1-1 dell’Olimpico che ha gelato le ultime velleità giallorosse. Da quel giorno, mentre la Roma scivolava sempre più indietro, affetta da ‘pareggite’, i bianconeri hanno spiccato il volo definitivo: quattro vittorie consecutive, primo dell’inatteso stop di Parma. Ma ogni residuo dubbio è stato cancellato nello scontro diretto con la Lazio, arrivata allo ‘Stadium’ seconda sullo slancio 8 vittorie consecutive. Neppure la rimonta dei biancocelesti avrebbe potuto insidiare il primato bianconero, ma le reti di Tevez e Bonucci, alla 12a di ritorno hanno fatto scattare il conto alla rovescia definitivo verso lo scudetto, con i bianconeri a + 15 sulle due romane ormai rassegnate a giocarsi il secondo posto. L’ultimo inciampo nel derby, lasciato al Toro dopo 20 anni, con i bianconeri fermati da tre pali.

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