LA MALEDIZIONE DI CALCIOPOLI,L’INTER CACCIATA DALL’EUROPA DI MASSIMA SERIE

LA  MALEDIZIONE DI CALCIOPOLI,L’INTER CACCIATA DALL’EUROPA DI MASSIMA SERIE

I resti del Barcellona fanno fuori l’Inter e Conte non supera il girone ancora una volta. Sarà per un’altra Champions. Dieci anni dopo l’ultimo successo a Madrid contro il Bayern Monaco, suo e di tutto il calcio italiano, l’Inter non riesce nemmeno ad arrivare agli ottavi e come un anno fa dovrà accontentarsi di scivolare in Europa League. Verdetto amaro, ma giusto, prima di tutto perché l’Inter si era già complicata la vita pareggiando in casa, all’esordio, contro lo Slavia Praga, fanalino di coda del girone. E poi perché la squadra di Conte va subito sotto contro il Barcellona e non riesce a vincere nemmeno dopo il pareggio di Lukaku, battuta nel finale da uno dei tanti ragazzi della famosa ‘cantera’ catalana. Troppi errori sotto porta dello stesso Lukaku, ma soprattutto troppa differenza di qualità in mezzo al campo, a maggior motivo pensando alla formazione imbottita di riserve del già qualificato Barcellona.

MESSI BENE – L’unica vittoria dell’Inter, così, rimane quella del pubblico che applaude i nerazzurri anche alla fine, lanciando con i suoi 71.000 fedelissimi un indiretto messaggio a chi vuole costruire uno stadio più piccolo. La vittoria più importante, ovviamente, è quella del Barcellona che lascia a casa Messi e Piquè, in panchina Suarez, Busquets e il portiere titolare Ter Stegen, ma gioca come se avesse tutti i titolari. I gialli di Valverde sono messi bene in campo e così l’Inter che forse si illudeva di trovare avversari senza motivazioni si deve ricredere in fretta, perché quei pochi titolari rimasti, capitan Rakitic, Griezmann e Vidal fanno capire subito di avere la voglia di vincere che hanno le grandi squadre, a prescindere dalle motivazioni. Proprio Vidal, che Conte spera di avere a gennaio è l’artefice del gol che gela San Siro al 23’, perché anticipa Godin difendendo un bel pallone poi allungato a Perez che evita Skriniar e batte l’incolpevole Handanovic. Colpita non del tutto a sorpresa, perché il ventunenne Perez aveva già impegnato Handanovic in apertura, l’Inter rischia di affondare definitivamente poco dopo, quando Lenglet ha sui piedi il pallone del facile 2-0 ma riesce a calciare fuori.

URLO LUKAKU – Come spesso accade nel calcio, chi sbaglia viene punito e così l’Inter riesce a tornare in partita poco prima dell’intervallo, grazie a un numero di Lautaro Martinez che controlla un pallone da campione lasciando il corridoio libero a Lukaku, bravo a spedire a fil di palo il pallone dell’1-1. Quanto basta per sperare nella qualificazione, anche perché il Borussia Dortmund sta pareggiando con lo stesso punteggio contro lo Slavia Praga, nonostante il tabellone di San Siro rimanga silenzioso per espressa disposizione di Conte che vuole evitare il minimo condizionamento per i suoi giocatori. Il problema, però, è il rendimento dei nerazzurri che procedono a scatti e soprattutto concedono troppi spazi alle ripartenze dei catalani. Brozovic si vede poco in mezzo al campo, dove invece si muove molto e spesso in verticale Borja Valero, bravo a liberare il suo compagno di linea Vecino, tra i due esterni D’Ambrosio e Biraghi. L’impressione, però, è che l’Inter dipenda troppo dai due suoi attaccanti che si cercano e si trovano anche se spesso devono retrocedere a ridosso del centrocampo.

PERICOLO GIALLO – Invece di trovare fiducia, l’Inter riprende a tremare nella ripresa. Il centrocampo non filtra, perché i tre centrali Vecino, Brozovic e Borja Valero sono più portati a impostare che a difendere e così il grande palleggio del Barcellona mette nuovamente in difficoltà la retroguardia nerazzurra in cui Godin mostra impacci non nuovi. E allora, tanto per cambiare, è Handanovic a salvare l’Inter con un grande intervento su Griezmann. Eppure, proprio nel suo momento più difficile, la squadra di Conte potrebbe segnare, ma Lukaku tutto solo davanti a Neto, al suo debutto stagionale, gli tira addosso. Un errore grave, seguito da un mancato controllo poco dopo al momento decisivo. Intanto Valverde inserisce Suarez e De Jong al posto di Griezmann e Rakitic, con una indiretta dimostrazione della differenza di qualità tra i due organici. Con tutto il rispetto, infatti, non è il caso di fare paragoni con le successive staffette nerazzurre: Lazaro-Biraghi per la fascia sinistra e Politano-D’Ambrosio per quella destra.

ASSALTO FINALE – Più con la rabbia che con il gioco, l’Inter parte all’assalto finale sempre con Lautaro e Lukaku, ma la forza stavolta non basta e quando finalmente c’è anche la precisione il gol dell’argentino viene annullato per fuorigioco. Quando manca un quarto d’ora alla fine, Conte rischia il tutto per tutto con l’inserimento di un terzo attaccante, Esposito, al posto di un centrocampista, Borja Valero. Sembra fatta, quando Lautaro riesce ancora a segnare, ma per la seconda volta il gol viene annullato per un fuorigioco di Lukaku. Comprensibilmente sbilanciata, l’Inter concede troppi spazi al Barcellona che al terzo tentativo trova il gol del successo con l’ultimo arrivato, il diciassettenne Ansu Fati, appena entrato al posto del primo marcatore Perez. Giusto così, perché il Barcellona senza Messi, con una formazione piena di riserve e ragazzi, dimostra ancora una volta che il livello del campionato italiano è nettamente inferiore a quello della Champions.

INTER-BARCELLONA 1-2

Marcatori: 23’ Pérez (B), 44’ Lukaku (I), 41’ s.t. Ansu Fati (B)

Assist: 44’ Lautaro (I), 41’ s.t. Suarez (B)

Inter: Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; D’Ambrosio (dal 30’ s.t. Politano), Vecino, Brozovic, Borja Valero (dal 32’ s.t. Esposito), Biraghi (dal 24’ s.t. Lazaro); Lukaku, Lautaro.

Barcellona: Neto; Todibo, Umtiti, Lenglet; Wagué, Rakitic (dal 18’ s.t. de Jong), Alena, Junior; Vidal; Griezmann (dal 18’ s.t. Suarez), Perez (dal 40’ s.t. Fati).

Ammoniti: Lenglet, Borja Valero (I), Junior (B), de Vrij (I)

Categories: CALCIO INTERNAZIONALE

About Author