LE DIMISSIONI DI TAVECCHIO POSSONO ESSERE UNA SVOLTA PER IL CALCIO ITALIANO: VIA UNDER, MINUTAGGIO ECC.. di Sergio Vessicchio

LE DIMISSIONI DI TAVECCHIO POSSONO ESSERE UNA SVOLTA PER IL CALCIO ITALIANO: VIA UNDER, MINUTAGGIO ECC.. di Sergio Vessicchio

Le dimissioni di Tavecchio possono rappresentare una svolta epocale per il calcio italiano purchè non si lasci sfuggire un occasione del genere. Il nostro calcio infatti ha bisogno di un repulisti generale e di essere totalmente resettato dopo la mortificante mancata qualificazione ai prossimi mondiali. In un nostro articolo parlammo degli effetti positivi di una mancato approdo a Russia 2018 proprio in un ottica di un rinnovamento e di una depurazione del nostro calcio. L’occasione ora è troppo ghiotta è bisognerà dare ascolto finalmente a tutti quei reclami e a quegli appelli che in questi anni sono finiti nel dimenticatoio. Un ruolo fondamentale lo dovranno avere tutte quelle componenti che avranno il compito e il dovere di costruire e bene dalle fondamenta. Bisognerà agire nell’interesse del calcio italiano e non nel proprio quindi via speculatori e gente attaccata alla poltrona, il nostro calcio ha bisogno di un evoluzione e per fare questo non devono esserci interessi personali di nessun genere. L’AIC di Damiano Tommasi, l’associazione allenatori con a capo Ulivieri (anche lui oramai ha fatto il suo tempo e dovrebbe andare a casa insieme a Tavecchio), gli arbitri con l’AIA e tutti i club con le varie federazioni dai dilettanti fino alla serie A devono remare nella stessa direzione nell’interesse di un calcio migliore e di una rivoluzione che potrà solo portare benefici a tutto il sistema. Via SUBITO la regola degli under e torniamo alla meritocrazia di un tempo! chi è è più bravo gioca senza nessuna norma che lo imponga. I vari Baggio, Del Piero, Cannavaro, Pirlo, Totti, Buffon sono diventati campioni del mondo o hanno vinto il pallone d’oro perchè provenienti dagli anni 90 in cui non c’era la regola degli under quindi sudandosi il posto sul campo. Basta con queste regole vergognose del minutaggio in serie C e delle valorizzazioni per le società per far giocare giovani scarsi di primavere che farebbero fatica anche in prima categoria. Diamo spazio alla meritocrazia e alla selezione naturale se una società non può sostenere i costi della serie C si darà spazio a società forti quindi mai più casi Modena e Maceratese tra i professionisti senza un euro bucato in tasca. Mai più scandali Vibonese e Messina e riforma della giustizia sportiva che fa acqua da tutte le parti. Inserire la regola di un tetto massimo di stranieri nei settori giovanili e che queste investano in istruttori e osservatori qualificati magari bandendo un concorso. Denunce penali e alla giustizia sportiva con conseguenti maxi squalifiche per chi paga o porta sponsor per allenare o giocare e sopratutto avere il coraggio di denunciare agli organi competenti con tanto di nomi e cognomi oltre ad istituire un organo di vigilanza. Via anche l’esperimento delle 5 sostituzioni nei dilettanti e nessuna serie D Elite (un invenzione ridicola del progetto Tavecchio), si è fatto tanto per far tornare la quarta serie alla serie D non torniamo di nuovo al passato con la C2, diamo prorità alla qualità e non alla quantità. Un altra porcata è rappresentata anche dal vincolo fino ai 25 anni per i calciatori, solo in Italia e in Grecia sono esistenti queste norme antiquate. Infine che in serie A ci sia una distribuzione equa dei diritti televisivi e che si riducano il numero delle squadre di serie B. E tante altre cose di cui il calcio ha bisogno. Di lavoro ce n’è da fare tanto, segno di quanto in basso è finito il calcio italiano che da Calciopoli in poi ha subito una vorticosa involuzione. Sergio Vessicchio

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