L’EX PRESIDENTE DEL SORRENTO: “ESONERARE SARRI L’ERRORE PIU’ GRANDE DELLA MIA VITA”

L’EX PRESIDENTE DEL SORRENTO: “ESONERARE SARRI L’ERRORE PIU’ GRANDE DELLA MIA VITA”

Maurizo Sarri ai tempi del Sorrento in C

La Juventus è lì che aspetta, ma Maurizio Sarri non ha fretta. Sul tetto d’Europa ci è salito dopo 20 anni di carriera e il «peso» della Coppa è piacevole da sopportare, soprattutto se diventa forza contrattuale con la zarina di Russia, Marina Granovskaia. Il braccio destro di Abramovich ha sì licenza di gestire, ma dopo la stagione trionfale del Chelsea (3° posto in Premier e vittoria dell’Europa League) avrà l’obbligo di ascoltare le ragioni dell’allenatore dei successi, deciso a rescindere consensualmente il contratto.

La festa per la vittoria sull’Arsenal è finita all’alba di giovedì, venerdì a Londra il vertice che decide il futuro di due tra i club più importanti d’Europa. Sarri ha ancora 2 anni di contratto con i Blues, la Juventus gliene garantisce 3 a 7 milioni l’anno. Il ritorno in Italia è molto probabile a meno di un rilancio «indecente» di Abramovich. Tanti i messaggi di complimenti giunti all’uomo in tuta (mercoledì eccezionalmente in giacca) dalla sua Empoli, ma anche dalla Campania, terra di antichi amori.

Non soltanto Napoli, a cui ha dedicato la vittoria, ma anche Sorrento, dove 8 anni fa Sarri allenava e dopo una stagione e mezza in serie C fu mandato a casa. L’ultimo esonero dai campi di provincia prima di iniziare la nuova vita che da Empoli lo avrebbe portato al Napoli e poi al Chelsea. Un esonero diventato oggi quasi una macchia per il presidente del Sorrento, Paolo Durante, tra i primi a telefonargli giovedì mattina. «Maurizio, devi promettere però che prima o poi tornerai qui. Ti diamo 4.500 euro a mese». Gli ha detto così, e Sarri se l’è cavata con una battuta: «Arrivo».

Durante è ancora alla guida del Sorrento, non si è mai dato pace: «Nella vita ho fatto tante sciocchezze, mandar via Maurizio è stata la più grossa. Anche se poi lui mi ha ringraziato. Anche ieri: se non mi avessi mandato via avrei fatto altre scelte e forse non mi sarei trovato qui». L’ultimo esonero, il punto più basso, diventato il punto di ripartenza. «Ma fu difficile — ricorda oggi il presidente —. Era il 14 dicembre 2011, Sarri aveva perso la quarta partita di fila e noi aspiravamo ai playoff. Ci vedemmo al bar in piazza, Maurizio se l’aspettava e non cercò di farmi cambiare idea. Sorrise, prese un caffè e non so quante sigarette consumò in un’ora. Ci stringemmo la mano». Oggi è un’altra storia e anche De Laurentiis è in fila per i complimenti: «Bravo Maurizio, a Napoli ti volli io, osteggiato da tutti».

fonte: corriere.it

Categories: CALCIO INTERNAZIONALE

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