MILAN-LAZIO LA PROCURA FEDERALE INDAGA SU KESSIE’ E BAKAYOKO

MILAN-LAZIO LA PROCURA FEDERALE INDAGA SU KESSIE’ E BAKAYOKO

Il capo della Procura federale della Figc, Giuseppe Pecoraro, ha deciso di inviare al giudice sportivo la segnalazione per l’applicazione della prova tv per il gesto di scherno dei calciatori milanisti Kessie e Bakayoko nei confronti del laziale Acerbi al termine della partita di ieri. Lo apprende l’Ansa.

“Due piccoli ‘uomini’ che mostrano la maglia di un campione sia in campo che nella vita… Sei un grande Leone, non ci pensare Francesco Acerbi”. Questo il messaggio via Instagram dell’attaccante della Lazio Ciro Immobile al compagno di squadra, con la cui maglia hanno festeggiato sotto la Curva i milanisti Tiemoué Bakayoko e Franck Kessie, che poi hanno chiesto scusa, come auspicato dal loro allenatore, Rino Gattuso. Dopo il mea culpa di Bakayoko, è arrivato infatti quello di Kessie: “Orgoglioso di indossare questa maglia…di questi tifosi…di questa società. Le mie scuse più sincere a Francesco Acerbi. Volevo semplicemente scherzare, niente di più. Massimo rispetto per tutti”, ha scritto su Instagram. 

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Dopo la tensione in campo al fischio finale, Milan-Lazio ha avuto anche una coda polemica, con un episodio rimbalzato sui social. I milanisti Bakayoko e Kessie, festeggiando assieme ai compagni sotto la Curva Sud, hanno mostrato ai tifosi come un trofeo la maglia del difensore della Lazio Acerbi, che a inizio settimana sempre sui social aveva acceso la sfida dialettica (“Andiamo a San Siro per vincere, siamo più forti: a singoli non c’è paragone”). “Ok, ci vediamo in campo”, gli ha replicato Bakayoko, che poi dopo la vittoria ha festeggiato in un modo non gradito da Acerbi. “Sono dispiaciuto perché ho scambiato la maglia per mettere fine alla questione, fomentare odio non è sport ma un segno di debolezza”, ha scritto il difensore della Lazio, pubblicando la foto dei rossoneri con in mano la sua maglietta. Un episodio stigmatizzato anche da Rino Gattuso: “Bisogna chiedere scusa, queste cose non si fanno – ha detto l’allenatore rossonero -. Si smanetta troppo e un professionista deve usare meno possibile i social network e concentrarsi a fare un’ora di allenamento in più”.


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