MR. ALACQUA: “NELL’ORLANDINA PERSONE CHE FANNO DELLE DISGRAZIE ALTRUI LE PROPRIE FORTUNE”

MR. ALACQUA: “NELL’ORLANDINA PERSONE CHE FANNO DELLE DISGRAZIE ALTRUI LE PROPRIE FORTUNE”

«In Italia abbiamo tante società sull’orlo del fallimento tra i professionisti, così come tra i dilettanti. Nessuno sapeva niente della situazione del Parma o dell’Orlandina? Impossibile. Esistono dei contratti e vanno rispettati, la Lega dovrebbe tutelare i tecnici, i calciatori e gli addetti ai lavori, non permettere che una società di Serie A possa naufragare in un mare di debiti e arrivare ad un passo dal fallimento, 218 milioni di euro, mica noccioline. Per quanto riguarda la situazione del Parma è evidente che ci sono responsabilità non indifferenti da parte degli organi competenti. Io, in quanto allenatore, non mi sento assolutamente tutelato dalla Lega, ormai gli allenatori contano meno delle bandierine che ci sono a bordo campo».

A parlare ai nostri microfoni è il tecnico Antonio Alacqua, ex allenatore di OrlandinaDue Torri, Sant’Agata e Torregrotta, in possesso del patentino Uefa A ottenuto a Coverciano. Carisma, grinta, determinazione e cultura del lavoro le sue prerogative. Tra le vittime della farsa Orlandina e costretto allo stop forzato fino al termine della stagione in corso, mister Alacqua è intervenuto sulla situazione critica in cui versa il calcio italiano: «L’unica soluzione potrebbe essere bloccare l’iscrizione ai campionati se prima non vengono pagati i debiti pregressi, ma questo è un espediente che alla Lega non conviene, perché scomparirebbero tantissime società, ma almeno si farebbe un po’ di pulizia. Dov’era la Lega quando il Parma ha tesserato 240 calciatori negli ultimi anni? In questo contesto mi dispiace più che altro per tutte le persone che lavoravano all’interno della società e penso a tutti i padri di famiglia che si facevano in quattro per portare a casa uno stipendio – continua Alacqua – . Certe persone con il calcio non hanno niente a che vedere. In Italia ci sono troppe società alla canna del gas, sommerse dai debiti e vittime della gestione scellerata e incompetente di molti dirigenti o presunti tali che non dovrebbero neanche lontanamente avvicinarsi al mondo del calcio. Il risultato? Campionati falsati, penalizzazioni ormai all’ordine del giorno e a stagione in corso, società che tentano di sopravvivere e dal futuro incerto e uno sport che, pian piano, sta perdendo la sua credibilità. Un peccato, perché io amo profondamente questo sport, per me non è solo un gioco o un lavoro, è vita».

Con il tecnico nativo di Spadafora abbiamo analizzato il momento di tutte le squadre messinese, partendo proprio dal massimo campionato dilettantistico: «In questo periodo ne ho approfittato per seguire diverse partite nell’hinterland messinese – afferma mister Alacqua . Ho visto diverse volte all’opera la Tiger Brolo, mi dispiace per l’esonero del tecnico Bellinvia, perché quando le cose non vanno per il verso giusto le responsabilità andrebbero divise in maniera adeguata, ma il primo a pagare purtroppo è l’allenatore e quando un collega viene esonerato è sempre un dispiacere. La panchina è stata affidata ad Angelo Galfano, un tecnico esperto e navigato. La squadra non sta attraversando un bel periodo, soprattutto da un punto di vista mentale, ha bisogno di ritrovare fiducia e autostima e solo attraverso i risultati sarà possibile risalire la china. Non so se la squadra riuscirà ad evitare i play-out, sarà molto difficile, ma è ancora possibile. Bisognerà interpretare ogni partita nel migliore dei modi, scendere in campo con il coltello tra i denti e giocare ogni gara come fosse l’ultima, come una finale, con grinta e determinazione e senza guardare la classifica. Lo scorso anno, con il Due Torri, tutti ci davano per spacciati, la morte di Marco Salmeri è stata una tragedia, un duro colpo per tutti quanti, abbiamo dovuto lavorare veramente tanto da un punto di vista mentale per riprenderci. Avevamo un solo risultato a disposizione, dovevamo vincere e abbiamo salvato la categoria battendo il Città di Messina al glorioso stadio Giovanni Celeste, disputando una partita brillante sia da un punto di vista tecnico-tattico che sotto il profilo della grinta e della determinazione, in inferiorità numerica per oltre un’ora dopo l’espulsione di Saggio. Lì è scattata una molla nella testa dei giocatori, avevamo una marcia in più, eravamo in dieci, ma abbiamo giocato in dodici, perché in campo con noi è sceso un angelo di nome Marco Salmeri. Abbiamo lavorato in sinergia con Benedetto Bottari, nonostante le tante problematiche, facendo un ottimo lavoro. Il Due Torri, quest’anno, sta facendo un buonissimo campionato, in linea con gli obiettivi, penso che il team pirainese centrerà ampiamente la salvezza. Antonio Venuto è un mio caro amico e un ottimo allenatore, sta facendo un grande lavoro, conosco bene tanti ragazzi come ad esempio Tricamo, Gaglio, Duro, Calafiore, Treppiedi e Scaffidi, calciatori che sono cresciuti veramente tanto. Per quanto riguarda il capitolo Orlandina, c’è gente che dovrebbe recitare solo il mea culpa per la disfatta di questa società. Troppe persone hanno fatto e continuano a fare delle disgrazie altrui le proprie fortune, passando per eroi e vittime della situazione, quando invece dovrebbero uscire definitivamente dal mondo del calcio. C’è tanto rammarico, perché a Capo d’Orlando ho avuto a mia disposizione un gruppo fantastico di ottimi giocatori e persone stupende e posso dire con presunzione che avrei raggiunto la salvezza se solo fossi rimasto alla guida dell’Orlandina con una società degna di questo nome. Avevo creato un grande gruppo assieme al preparatore atletico Princiotta e al preparatore dei portieri Caio, abbiamo vinto il derby contro la Tiger Brolo, l’unico successo dell’Orlandina in questo torneo, potevamo salvare il massimo campionato dilettantistico con tre o quattro innesti al massimo e sicuramente non avremmo infangato il nome di questa gloriosa squadra in cui ho avuto il piacere e l’onore di giocare ai tempi del grande presidente Collica».

Capitano e leader indiscusso dentro e fuori dal campo dell’Orlandina di mister Alacqua era l’esperto Matinella, attualmente al Due Torri, sempre nel Girone I del campionato nazionale di Serie D: «Complimenti al Due Torri e ad Antonio Venuto che hanno fatto bingo assicurandosi un grande calciatore, ma soprattutto un grande uomo, un professionista serio, un ragazzo esemplare. Ho un grande rapporto con Matinella e gli auguro le migliori fortune, ha 38 anni, ma l’entusiasmo e la voglia di un ragazzino», ha dichiarato l’ex tecnico paladino.

La scorsa stagione mister Alacqua ha guidato il Due Torri in Serie D: «Lo scorso anno, a parer mio, la Serie D era più competitiva rispetto al campionato di quest’anno – dichiara il tecnico siciliano – . Da questa stagione il massimo campionato dilettantistico è una quarta serie nazionale, ma ancora penso stia attraversando una fase di assestamento. Chi vincerà il campionato? L’Akragas, sta dimostrando di meritare la Lega Pro. Già lo scorso anno ha disputato un ottimo campionato, ma il Savoia era un’autentica corazzata».

Sul Girone B del campionato di Eccellenza: «Il Milazzo sta pagando lo scotto di una situazione particolare, sia da un punto di vista tecnico che da un punto di vista societario. E’ stata una delusione fino a questo momento, mi sarei aspettato di più, i risultati purtroppo non hanno dato ragione ai tecnici che si sono avvicendati sulla panchina mamertina. Sarà molto difficile raggiungere i play-off a questo punto, ma auguro al Milazzo di riprendesi presto, con una grande persona e un grande professionista come Benedetto Bottari niente è impossibile. Certo, Siracusa e Scordia sono due corazzate – afferma Alacqua. L’Igea Virtus sta andando a gonfie vele, complimenti al mister Giuseppe Raffaele che sta facendo un grandissimo lavoro e ha dato un’inversione di marcia al team giallorosso, ha messo il suo carattere e la sua competenza a disposizione del gruppo e ha inciso in maniera netta. Il Città di Messina si è rinforzato tanto nel mercato di riparazione, ha costruito una buonissima squadra con un bel mix di calciatori giovani ed elementi di esperienza, ha un ottimo vivaio e penso che riuscirà a salvarsi senza problemi con un tecnico giovane come Luigi D’Alessandro».

Mister Alacqua, in chiusura, si esprime anche sul momento del Messina: «Sono legato affettivamente a Danilo Pagni, alcune situazione hanno penalizzato anche il tecnico Gianluca Grassadonia, persona competente che conosco molto bene. Mi dispiace per il suo esonero, il tecnico campano lo scorso anno ha fatto un miracolo sportivo vincendo il campionato. Io, da messinese, mi auguro che il team biancoscudato possa salvarsi direttamente, ma evitare i play-out non sarà semplice, serve una svolta. Evidentemente alcune cose non sono andate per il verso giusto, ma non si può imputare niente a Gianluca Grassadonia. Adesso sarà necessario recuperare entusiasmo e autostima e non sbagliare più un colpo, il team peloritano è atteso da sette finali. Messina è una grandissima piazza, merita ben altri palcoscenici, ma in questo momento l’unica cosa che conta è salvare la categoria e sono certo che grazie al carisma e al valore dei calciatori in organico tra cui il capitano Giorgio Corona e all’esperienza e alla competenza del presidente Pietro Lo Monaco e di Fabrizio Ferrigno i giallorossi centreranno l’obiettivo“.

messinanelpallone

Categories: SERIE D

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