MUSICA GRANATA, L’ERCOLANESE VOLA SULLE NOTE DI SQUILLANTE

MUSICA GRANATA, L’ERCOLANESE VOLA SULLE NOTE DI SQUILLANTE

Tutti in piedi, rifatevi le orecchie, suona l’Ercolanese del maestro Gigi Squillante.
I granata di patron Mazzamauro stanno strabiliando tutti e la musica proveniente dalla vetta della classifica è delle più celestiali. Una dolce sinfonia in grado di allietare e far divertire un intero popolo che sogna sulle note del suo maestro all’ombra del Vesuvio.
La banda di Squillante esprime un calcio spumeggiante, propositivo e dannatamente concreto, e per averne conferma basta chiedere agli avversari dei granata che si sono arresi allo spartito del maestro ercolanese.
Uno spettacolo “esageroso“, per coniare un termine vicino al vulcanico tecnico sarnese, in grado di tenere alto l’entusiasmo dilagante dei tifosi “resinari” e perchè no, scomodare anche Venere, Nettuno e Ercole invocando il rito mitologico di una protezione divina che accompagna l’orchestra granata nel tragitto del girone I.
Un complesso armonico di prim’ordine che segue per filo e per segno i dettami del suo tecnico e che ha nello stoico capitano Costantino e nella rinascita del bomber El Ouazni l’anima del cuore ercolanese pronto alla tredicesima fatica.
Ma i protagonisti di questo capolavoro iniziale sono da ritrovare nell’intera squadra che ha subito solo 2 gol in 6 giornate di campionato per lo più arrivate da 2 calci da fermo come un rigore e una punizione, frutto di una preparazione difensiva e di una cura maniacale del particolare che fà da contraltare alla spregiudicatezza tattica alla quale sono abituate le squadre di Squillante nemo propheta di un 4-3-3 tutto made in Sarno.
Un momento magico quello dell’Ercolanese che passa anche dai piedi del gioiellino Rekik che brilla sotto il cielo dell’antica “Resina”, una scoperta del direttore Mignano consegnato nelle mani di Squillante che ne sta forgiando il talento inespresso che cova sotto la cenere.
Come dal muro difensivo del “Solaro” composto dalla coppia Varchetta-Poziello, alla velocità di Sorrentino, ai polmoni di Ausiello fino a passare ai piedi fatati del regista Vitiello. Il tutto senza dimenticare i vari Pastore, Giacobbe, Tedesco e Prisco nonchè una batteria di under dal grande valore.
Spettatore il grande pubblico granata che accompagna di pari passo una sinfonia fin qui perfetta e che segue per mano una società impeccabile dotata di un organizzazione d’altra categoria e di una passione infinita del suo amatissimo presidente Ciro Mazzamauro.
Ma il maestro Squillante è solo all’inizio dell’opera e l’armonia della sua musica riecheggia nelle strade del Miglio d’oro storico tratto che dagli scavi archeologici porta fino alla confinante Torre del Greco. E quest’anno senza squallidi personaggetti che lo pugnalano alle spalle (come nell’ultima esperienza al Gladiator) Squillante e la sua musica sono liberi di arrivare alle orecchie e al cuore di tutti gli sportivi ercolanesi che aspettavano con ansia il suo ritorno dopo i record scritti insieme nella storia della città di Ercolano. 
E allora mettetevi comodi, siamo solo all’inizio dell’opera. Suona Squillante e la sua fantastica orchestra.
Musica maestro! 
Sergio Vessicchio

Categories: CALCIO, SERIE D

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