RIPESCAGGI E IMBROGLI LE TRISTI ESTATI DEL CALCIO MODERNO di Dario Cioffi

RIPESCAGGI E IMBROGLI LE TRISTI ESTATI DEL CALCIO MODERNO di Dario Cioffi

Ricapitolando…
Il Chievo s’è salvato in serie A, però forse da qualche anno “ritoccava” i Bilanci, o almeno la Procura Federale così dice tanto da chiederne la retrocessione in B, però siccome il suo presidente non era stato mai ascoltato è tutto da rifare. E il Crotone, ch’è retrocesso in B, s’incazza perché sperava di tornare in A al posto di chi avrebbe barato.
L’avrebbe fatto, il Chievo, assieme al Cesena, che invece è stato punito subito, -15 da scontare il prossimo anno, ma un prossimo anno per il Cesena non c’è, o almeno non per questo Cesena, perché la squadra pur essendosi salvata in B non è stata iscritta, e allora ripartirà con altra matricola dai Dilettanti. Qui s’incazza l’Entella, ch’è l’ultima delle retrocesse dalla B alla C, perché se quella penalizzazione fosse valsa nella stagione appena conclusa sarebbe stata salva. Della serie: “Morto per morto, pensate a noi che siamo ancora vivi…”.
Ancora… Il Parma ha vinto il campionato di B, però prima dell’ultima partita Calaiò ha scritto a un suo ex compagno, pochi giorni dopo suo avversario, un messaggino del tipo «mi raccomando, amico mio». L’ex compagno e forse pure ex amico se l’è cantato e la Procura Federale ha chiesto – per pena afflittiva – di retrocedere dalla A il Parma, prima che il Tribunale Figc sentenziasse una via di mezzo: penalità sì, ma nella prossima stagione. E allora s’è incazzato il Palermo, che ha perso una finale playoff finita un minutino prima del previsto perché dopo il secondo gol del Frosinone la gente era entrata in campo a far festa, “tanto in un 1’ mica si possono fare due gol”. Il Palermo, a sua volta non proprio esempio di gestione aziendale virtuosa stando ai racconti delle cronache recenti, sosteneva – come la Procura Federale – che quella penalizzazione andasse inflitta nello scorso campionato, e magari si sarebbero dovuti rifare i playoff daccapo.
In quei playoff aveva giocato anche il Bari: gli spettava il primo turno in casa, ma qualche giorno prima della partita con il Cittadella si sono accorti che la gestione era inadempiente ed è scattata la penalità, dunque l’inversione del fattore campo, il male minore per una società che, come il Cesena, non si è neppure iscritta. Non solo: non ha neanche fatto ricorso avverso la bocciatura. Salvo poi, giorni fa, dopo aver lasciato sgomenta una delle più grandi città del Sud, presentare un ricorso per dire «riammetteteci». Cose strane.
Poi c’è l’Avellino, che per provare a iscriversi arriva fino al Collegio di Garanzia del Coni con tanto di marcia su Roma dei tifosi (negli ultimi anni quell’asfalto del Foro Italico ha visto più bandiere di una Curva, di mille colori). Saltasse pure l’Avellino i posti per la prossima serie B diventerebbero tre (alla faccia del campionato in cui si entra nel “circolo virtuoso”). La classifica dei ripescaggi è complessa come il calcolo dei resti per eleggere i parlamentari, ma fosse tutto lì ci sarebbe tempo e modo di studiare e prepararsi. Succede che s’incazzano tutti.
S’incazza il Novara, che fa ricorso per rivendicare il suo diritto a esser ripescato nonostante una precedente sanzione per illecito amministrativo, e lo vince. E allora s’incazza chi invece “scala” in quella graduatoria, ad esempio la Ternana. E s’incazza pure il Siena, cui non è bastata quell’improbabile vittoria all’ultimo minuto dei playoff di C contro la Reggiana (che intanto è morta, altra grande piazza – con l’iniziale minuscola – che se ne va più o meno nel silenzio) per tornare in B sul campo e allora ci prova in punto di diritto (pure la “d” è minuscola).
Dimentico qualcuno? Ci sarebbe tutto il resto della Lega Pro, dove – a proposito – era annunciata la rivoluzione delle “seconde squadre”, così importante che è stata varata in gran fretta. Così in fretta che nessuno se n’è accorto tanto che forse la farà solo la Juventus, che riempirà qualche stadio di serie C con la scusa di vedere dal vivo, e non in un negozio, la stessa maglia che indossa CR7 (con me al tempo avrebbe funzionato: da bambino mi piaceva il Parma di Scala e per questo quando vidi il Giarre prendere 5 gol all’Arechi in maglia gialloblu feci finta che Pisano stesse infierendo su Bucci, Benarrivo e Di Chiara, Minotti, Apolloni e Sensini… che fantasia che abbiamo da piccoli!).
Il nostro calcio, che gioco meraviglioso…

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