ROBERTO RAIMONDO: “DELL’ESPERIENZA DI SORRENTO PORTO DIETRO TUTTO, MI SENTO PRONTO PER IL SALTO NEI PRO”

ROBERTO RAIMONDO: “DELL’ESPERIENZA DI SORRENTO PORTO DIETRO TUTTO, MI SENTO PRONTO PER IL SALTO NEI PRO”

Roberto Raimondo terzino sinistro classe 92 è stata una delle poche note positive della stagione del Sorrento appena conclusasi con l’amara retrocessione ai play out contro la Battipagliese che ha decretato la retrocessione dei costieri nel campionato d’eccellenza dopo tanti anni nel professionismo. Arrivato nel mercato di dicembre dal Vallee D’Aoste, il giovane terzino scuola Juve ha sbalordito tutti calandosi da subito nella realtà e in un contesto difficile come quello di Sorrento strappando applausi ogni domenica per le sue prestazioni in campo. Appena giunto in penisola l’allora tecnico Chiancone non esitò nel metterlo subito in campo nella difficile trasferta di Rende dove sfoderò la prima di una lunga serie di prestazioni positive sopra le righe. Il destino però ha voluto che Raimondo non fosse presente per squalifica all’appuntamento più importante della stagione: contro la Battipagliese nello spareggio salvezza che ha decretato la retrocessione dei costieri. Ma la sua stagione rimane decisamente positiva.

Raggiunto ai nostri microfoni – in esclusiva per calciogoal.it – ha risposto alle nostre domande:

Sei arrivato in punta di piedi a Sorrento conquistando tutti: allenatori(ben tre), compagni di squadra, dirigenza e tifosi. Cosa ti resta di questa esperienza di Sorrento seppur ultimata con l’amaro in bocca della retrocessione?

“Sinceramente non avrei mai pensato fin dal primo giorno che a Sorrento sarei entrato nel cuore di tutti, allenatori, staff tecnico, tifosi e compagni di squadra, sia come ragazzo che come giocatore e questo mi ha fatto solo che piacere. E’ stata la mia prima e vera esperienza al sud. Sinceramente mi piacerebbe continuare giocare al sud rispetto al nord, è tutto un altro calcio gli stadi sono sempre tutti pieni, ci sono addirittura piazze che fanno 5/6 mila persone la domenica, il livello è molto più alto e si trovano grandi piazze e grandi società che non c’entrano niente con la serie D. Di questa esperienza mi porto dietro tutto, ho conosciuto persone, calciatori, ragazzi straordinari che mi hanno insegnato a crescere sia a livello umano che calcistico sono fiero di quello che ho fatto in questi 6 mesi a Sorrento e soprattutto devo dire grazie ai miei procuratori Valentino Viviani e Antonio Salerno che mi hanno sempre sostenuto anche nei momenti di difficoltà sono stati al mio fianco e mi hanno dato la possibilità di fare questa bellissima esperienza.”

Diverse squadre di Lega Pro e serie D pare ti abbiano messo gli occhi addosso. Sei pronto per il salto nel calcio professionistico?

“Questi interessamenti non fanno altro che piacere. Ora sono tornato a casa a Torino per le vacanze, vedremo il da farsi con i miei procuratori, sono sicuro che prenderemo la giusta decisione. Ora penso a rilassarmi con i miei amici e la mia famiglia senza mai smettere di allenarmi sperando che la chiamata tanto attesa arrivi presto, non aspetto altro mi sto allenando tutti i giorni duramente pur se il campionato è finito. Credo che dopo diversi anni di serie D sono maturato al punto giusto, mi sento pronto al salto nei professionisti non aspetto altro che fare una grande annata 2015/2016 cercando di togliermi qualche sassolino dalle scarpe.”

Provieni da un settore giovanile importante come quello della Juventus dove hai giocato con calciatori che attualmente calcano i campi di serie A. Nonostante questo a dicembre eri inspiegabilmente senza squadra. Credi che il tuo ruolo influisca sulle scelte dei tecnici che preferiscono spesso gli under in quella posizione di campo?

“Ho giocato con diversi calciatori che ora giocano in palcoscenici importanti come la serie A e la Champions League, gente come Immobile, Fausto Rossi, Santon. Ne vado fiero. Purtroppo nel mio ruolo di terzino c’è questa scelta di far giocare i ragazzini chiamati “under”, queste scelte portano molto a influire sulle scelte tecniche di diversi allenatori e diverse società. Secondo me questa scelta degli under è sbagliata perché al giorno d’oggi se uno è bravo e ha 16 o 24 anni deve meritare di giocare, perché a calcio non si deve giocare per le regole degli under che una volta superata l’età smettono di giocare o scendono di categoria, ma per chi se lo merita e per chi ha fame e voglia di arrivare in alto.”

 

 

Categories: CALCIO, SERIE D

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