SAVOIA, CARRUEZZO: “SITUAZIONE CRITICA, RISCHIAMO IL FALLIMENTO, DEBITI PER 2 MILIONI”

SAVOIA, CARRUEZZO: “SITUAZIONE CRITICA, RISCHIAMO IL FALLIMENTO, DEBITI PER 2 MILIONI”

Una conferenza stampa dai toni forti quella che si è tenuta stamattina al Giraud al termine della rifinitura, orfana di tre giocatori che hanno già lasciato il Savoia, ovvero Sevieri, Corsetti e Di Nunzio. A prendere la parola è stato il diggì Tony Carruezzo (nella foto). Più di mezz’ora è durato il suo intervento nel quale è emersa tutta l’amarezza e la delusione per come è andata ad evolversi la situazione. Dopo di lui è intervenuto mister Papagni che ha voluto evidenziare la grande dignità sua e dei calciatori in questa surreale vicenda.

L’APPELLO – E’ il tempo delle ammissioni, pur amare che siano.

“Quando il presidente Manca ci ha comunicato l’impossibilità di onorare i pagamenti, tutti noi siamo rimasti sorpresi. Credevamo in una situazione meno critica. Apprezziamo la sua sincerità nell’averci detto la cruda verità ma purtroppo è quanto di più inatteso volessimo sentire. Lancio un appello alle forze della città, agli imprenditori, affinchè possano aiutarci perché la situazione è davvero critica”.

SAVOIA AI TIFOSI – Significativo un passaggio della conferenza di Carruezzo.

FALLIMENTO – Carruezzo non si tira certo indietro ed ammette anche il proprio fallimento.

“Al mio arrivo pensavo che con la riduzione dei costi degli ingaggi avremmo potuto continuare, seppure tra tanti sacrifici, il campionato. Mi sono esposto sotto il profilo professionale e personale. Purtroppo ho fallito ma da parte mia non c’è nessuna intenzione di lasciare. Io resterò qui fino alla fine e credo che molti altri lo faranno”.

Ma se non ci sono i soldi per continuare, l’ordinarietà e le trasferte chi le paga?

“In questo il presidente Manca ci ha rassicurati. Interverrà lui personalmente. In questo è emerso forte il suo lato umano”.

Perché si è arrivato a questo?

“Sono convinto che la proprietà abbia fatto di tutto per riuscire a farci sopravvivere. Altrimenti non ci avrebbe messo i soldi della fidejussione che saranno persi per pagare i calciatori e non mi avrebbe chiamato per riassestare i contratti con la nuova campagna acquisti. La verità è che sono stati commessi errori su errori fino al punto in cui la situazione è diventata insostenibile”.

UN MONTE DI DEBITI – Uno dei momenti cardine dell’intervento del diggì è quando, numeri alla mano, ufficializza i dati del disastro economico.

“Ci sono debiti per 2milioni di euro. Il budget iniziale è stato notevolmente sforato. Purtroppo anche i contributi federali, dei quali ha usufruito anche il Barletta questa settimana, sono stati già utilizzati per pagare le prime mensilità”.

DIGNITA’ E ONORABILITA’ – Dopo Carruezzo tocca a mister Papagni intervenire.

“Ho evitato di parlare in questa settimana perché quando non si possono affrontare discorsi sul calcio giocato tutto diventa relativo. In questo momento lo spirito è fondamentale visto che non si può parlare di tattica. Forse quella bandierina sventolata contro il Barletta che ci ha negato il gol di Leonetti, ha cambiato la nostra stagione. L’entusiasmo si è spento ed i problemi sono emersi in maniera drammatica”.

Papagni non molla.

“In questo momento sarebbe stato facile abbandonare tutto. Io non l’ho fatto, resterò qui fino alla fine. I giocatori che andranno via avranno tutto il mio rispetto ma chi resterà dovrà giocare mantenendo dignità ed onorabilità. Questo è il nostro dovere. Ringraziamo i tifosi che ci hanno garantito anche un sostengo economico. Da loro è venuta una carica incredibile”.

Per Papagni non è la prima volta a ritrovarsi senza stipendio.

“Mi è capitato con il Bisceglie nel 1997/98 e con l’Andria nel 1993/94, allora finimmo al terzo posto e salimmo in C1. Ma la differenza era che non avemmo punti di penalizzazione, cosa che purtroppo ci tocca in questa stagione nella quale si sono uniti danno economico e sportivo”.

Giuseppe D’Ambrosio

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