SIAMO TUTTI KOULIBALY di Angelo Pompameo

SIAMO TUTTI KOULIBALY   di Angelo Pompameo

Era il 6 aprile 1975, avevo 13 anni. Sul muretto di Via Tasso, di fronte al cinema “Italnapoli” per intenderci, ascoltavo con i miei amici la radio dove Enrico Ameri raccontava in diretta il gol di Altafini…Ricordo che al termine della partita piansi e non poco. Lacrime di un tredicenne, straziato per la sconfitta che diceva addio ad uno scudetto (e sarebbe stato il primo).
Ebbene, non posso nasconderlo. Ieri sera come quel 6 aprile 1975 ho pianto….Che bello piangere quando senti un sentimento di appartenenza molto forte verso la squadra che ami. Spento il televisore, subito, senza ascoltare i commenti.
Mia nonna mi ha insegnato che quando nel condominio muore una persona, il televisore in casa non si accende per un giorno, in senso di rispetto. Sono cresciuto così, può sembrar strano.

 


Nel buio della camera, le lacrime sul viso, il pensiero a Kalidù Koulibaly e alla sua amarezza. Una beffa, chi conosce il calcio sa che ci può stare. Inutile fare dietrologia, le due traverse prese dalla Juventus potevano essere gol e oggi saremmo qui a fare processi e diramare sentenze. Io dico solo, “Siamo tutti Koulibaly”, e mi stringo forte al dolore che Kalidù avrà certamente provato e all’amarezza di milioni di tifosi azzurri.
Oggi sempre più fiero delle lacrime del 1975 e del 2019; Mi dicono e mi insegnano che un giornalista non può emozionarsi, non può piangere, ma deve vivere ciò che accade con distacco, per essere autentico e fedele nel racconto dei fatti, imparziale, neutrale. Giusto. Ma ieri non mi è riuscito, chiedo scusa per questo.

Categories: SERIE A

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