SORRENTO-AGROPOLI PARLA VISCIDO LEADER DEI ROSSONERI:”I DELFINI VINCERANNO IL CAMPIONATO”

SORRENTO-AGROPOLI PARLA VISCIDO LEADER DEI ROSSONERI:”I DELFINI VINCERANNO IL CAMPIONATO”

Sorrento.Le sue mire sono ritornare nel professionismo troppo frettolosamente abbandonato con scelte che non rifarebbe.” IL Lupo vero”, come ama definirlo la torcida avellinese, è oggi uno dei leader del Sorrento.In costiera ha ritrovato Dionisio anche lui Lupo doc ed Ernesto Marino emergente dirigente,figlio d’arte, e sicuro protagonista del calcio futuro.Filippo Viscido guida i rossoneri allenati da Roberto Chiancone,è uno dei leader della squadra e non potrebbe essere altrimenti,un giovane senatore maniaco dell’ordine e della sostanza in grado di incidere in un contesto di squadra più di quanto si possa pensare.Da quando è andato via da Avellino il popolo irpino non lo ha mai perso di vista,non lo ha mai abbandonato e quando va in una trasmissione televisiva o radiofonica dove sovente è invitato i tifosi dell’Avellino fanno sentire forte la loro voce,il loro calore per sostenerlo.Anche quando gli è toccato un infortunio la gente irpina non lo ha mai lasciato solo.Un legame forte tra le due parti-Il Pitbull,così lo hanno ribattezzato per le sue doti “grignose” gattusiane a centrocampo. Una tifoseria di sentimento e calore quella irpina che in tanti anni ne ha visti passare di campioni ad Avellino,gente che avrebbe vinto il mondiale,scudetti,coppe,il fatto che si siaVISCIDO AVELLINOlegata a questo ragazzo battipagliese rappresenta un valore altissimo. Viscido arriva all’Avellino in serie D ci arriva rinunciando ad un contratto professionistico con la Cavese,fa tutta la trafila fino alla  Prima divisione Lega pro ed è in questi anni che la gente si lega a lui perchè la sua caratteristica di “Lupo” vero incarna fedelmente l’anima del tifoso dell’Avellino.Come aveva fatto con De Napoli un gicoatore che Avellino e l’Avellino ha spinto in nazionale. Ha una grande capacità la tifoseria dell’Avellino quella di affezionarsi e a Viscido i tifosi irpini si sono realmente affezionati e sperano di rivederlo con la mitica casacca biancoverde che per lunghi anni ha emozionato in serie A,ora è in serie B dimostrando sempre grande compostezza e civiltà valori che sono espressione dell’Irpinia.La realtà per Viscido ora è la serie D e il Sorrento,domenica affronterà con la sua squadra l’Agropoli e Viscido esordisce subito: ” Vincerà il campionato,lo dico dall’inizio,ha una squadra importante con un presidente straordinario come Cerruti ambito da tutte le piazze,un direttore generale che tutti vorrebbero avere come il signor Magna persona serissima,un allenatore di spessore come Rigoli molto bravo preparato e profondo conoscitore del calcio.E poi una città bella,vivibile e piena di solarità  con dei tifosi meravigliosi che la seguono ovunque.Hanno tutto per poter vincere il campionato e francamente glielo auguro. Noi abbiamo un obiettivo la salvezza e daremo tutto per poterla conquistare a cominciare da domenica contro questa corazzata che è l’Agropoli.Per noi sarà difficile ma non impossibile,il pareggio di Rende ci motiva ancora di più,se la partita fosse durata un altro po forse l’avremmo addirittura potuta vincere.” Quando gli facciamo notare che il Sorrento viene dal professionismo lui dice: “Ci tornerà,ha dirigenti importanti,un allenatore importante  come Chiancone e una piazza abituata al professionismo”. E Quando gli ricordiamo dell’affetto dei tifosi dell’Avellino gli si illuminano gli occhi: “Sono il mio sostegno,la mia passione e la mia guida,anche se non gioco più nell’Avellino dove spero di ritornare,mi sento un Lupo dentro e non sono mai solo e so che nei momenti difficili ci sono stati loro e ci saranno sempre loro,indipendentemente da dove gioco.Sono unici i migliori,con tutto il rispetto per altre tifoserie credo che quella di Avellino sia la migliore lo dico perchè l’ho costatato sulla mia pelle”. E ha ragione Pippo Viscido,la sua esperienza è senza ombra di dubbio la dimostrazione che il calcio esalta valori altrimenti sopiti.L’amore tra lui e Avellino travalica i limiti del calcio e dello sport e invade il sentimento quello puro,quello vero,quello che non va mai via.Viscido e Avellino sono portatori sani di queste qualità.Non può non essere sottolineato.Sono valori oggi poco comuni.E se una tifoseria erge a bandiera un giocatore che non gioca più con la loro squadra vuol dire che è abbattuto l’ostacolo dell’ipocrisia,dell’indifferenza e della non curanza e si esalta quel  valore chiamato riconoscenza di cui ormai nessuno fa più uso.La riconoscenza a vicenda tra Filippo Viscido e Avellino e’ un esempio da seguire ed è un valore da restituire al calcio.Sergio Vessicchio

Categories: SERIE D

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