STANGATA SU NEYMAR, 4 GIORNATE DI SQUALIFICA

STANGATA SU NEYMAR, 4 GIORNATE DI SQUALIFICA

Mazzata su Neymar. La commissione disciplinare della Copa America ha deciso di squalificare l’attaccante brasiliano per 4 giornate: in attesa del ricorso, da presentare entro oggi, il suo torneo è finito con l’accenno di testata dato a Murillo dopo il fischio finale di Brasile-Colombia.

4- 2 PER NEYMAR — Neymar era già stato squalificato per una giornata per i 2 gialli rimediati contro Perù e Colombia, ha preso altri 3 turni di stop per la rissa scoppiata dopo la gara. Al fischio finale Neymar ha sparato il pallone addosso ad Armero, Murillo è andato a chiedere spiegazioni e Neymar ha accennato una testata e un attimo dopo ha ricevuto uno spintone da Bacca. L’arbitro cileno Osses ha mostrato il rosso ad entrambi. Poco prima della mezzanotte italiana è arrivata la sentenza, con aggiunta di una multa da 10.000 dollari. Evidentemente il giudice sportivo ha considerato di dover punire Neymar con 3 giornate per la condotta violenta. Il colombiano Bacca, invece, è stato punito con 2 giornate e potrà rientrare eventualmente in semifinale.

QUINTA ESPULSIONE — Ora la federcalcio brasiliana può fare ricorso per cercare di avere il suo capitano almeno per l’eventuale finale: se la pena fosse dimezzata Ney potrebbe giocare anche la semifinale. Per il Brasile un colpo durissimo: senza il suo numero 10 la squadra di Dunga perde gran parte del suo potenziale. Quella contro la Colombia è stata la quinta espulsione nella breve carriera di Neymar, la prima con la nazionale. Il brasiliano se l’è presa con l’arbitro: “Certe cose succedono perché si decide di mettere un arbitro scarso ad arbitrare una gara come questa – aveva detto Ney in zona mista dopo la gara –. Non so perché devono usare le regole contro di me. Sul giallo la palla mi sbatte contro la mano. E alla fine c’è stato un momento di confusione però non c’era bisogno di espellere tutto il mondo. Per il Venezuela confido nei miei compagni, non c’è nessun giocatore insostituibile”. Il problema è che deve confidare nei compagni per l’intero torneo.

Filippo Maria Ricci – Gasport

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