VALDIANO PARLA L’EX DIRIGENTE DI CANDIA: “VIA PER FORTE CONFUSIONE SOCIETARIA, AVEVO IN MENTE UN PROGETTO AMBIZIOSO”

VALDIANO PARLA L’EX DIRIGENTE DI CANDIA: “VIA PER FORTE CONFUSIONE SOCIETARIA, AVEVO IN MENTE UN PROGETTO AMBIZIOSO”

Abbiamo raggiunto l’ex dirigente del Valdiano Piero Di Candia il quale ci ha rilasciato un intervista in merito alla situazione attuale in cui versa la storica squadra del vallo di Diano, sulla situazione societaria, questione campo e sui progetti societari che aveva in mente il giovane dirigente teggianese. Ringraziamo Piero Di Candia per la grande signorilità con cui ha dato spazio alle nostre domande consci che il Valdiano ha perso un grande dirigente nonchè una persona ambiziosa con una visione futuristica molto interessante sul calcio valdianese e su come valorizzare le risorse locali.

Grazie per l’intervista Piero parlaci della tua esperienza al Valdiano, dei progetti che avevi in mente e delle dimissioni inaspettate sopraggiunte da un momento all’altro come un fulmine a ciel sereno:

Le dimissioni sono arrivate perché ci stava una forte confusione societaria e c’era mancanza di organizzazione. Io ho lasciato il mio incarico dirigenziale il giorno 1 dicembre, dopo la sconfitta casalinga per 0-6 contro il Castel san Giorgio. Ero anche socio e consigliere dell’associazione sportiva dilettantistica Valdiano, in quanto nella scorsa estate il patron Cardinale aveva dato in consegna a me il titolo del Valdiano calcio. Credevo tanto in questo progetto, ma avevo delle idee diverse rispetto a quelle dei miei colleghi.”

Che progetti avevi per il Valdiano?

“Trattavasi di un progetto ambizioso, in quanto avevamo l’idea di puntare al salto in serie D entro tre anni ed a mio parere ci stavano i presupposti per farlo. Mi sarebbe piaciuto potenziare il merchandising, creando un “Valdiano point”, in cui vendere tute, maglie e sciarpe del Valdiano, per avvicinare le persone (teggianesi e non teggianesi) e soprattutto i giovani alla nostra squadra, e creare una forte aggregazione e perché no, anche una tifoseria, cosa che manca in questo territorio. A mio parere, il nostro territorio ha le risorse per avere una struttura ed un progetto ambizioso. Bisogna creare, innanzitutto, un settore giovanile, poiché i giovani sono il futuro.”

Molte compagini del campionato si lamentano del campo in cui gioca il Valdiano sicuramente non adatto a un campionato importante come quello d’eccellenza. Come mai questa scelta di ritornare a giocare su un campo del genere?

“Il Valdiano gioca sul “Vertucci” di Teggiano, perché è stata una scelta societaria, dato che su quel campo lì erano stati vinti due campionati e per senso di appartenenza si è andati verso quella scelta.”

Nel Valdiano è presente un calciatore come Coquin che è un lusso per la categoria nonchè oggetto dei desideri di gran parte delle squadre del girone:

Coquin è un grande professionista, con un curriculum importante per questa categoria e sono legato a lui da un bel rapporto di amicizia, così come sono stato sempre vicino agli altri calciatori. Quotidianamente mi recavo sul campo di allenamento per far sentire il supporto della società a questi ragazzi. Reputo che tra società e calciatori debba crearsi una forte armonia e che la società debba far stare tranquilli questi ragazzi, affinché possano dare il 100%. I ragazzi si sono sempre impegnati negli allenamenti e sono sicuro che daranno il massimo per raggiungere il traguardo della salvezza.

E’ vero che ci sono stati dei ritardi sul pagamento degli stipendi?

“Per quanto riguarda la questione stipendi, non mi so esprimere, ma vi posso garantire che, fino a quando io ho fatto parte del Valdiano, gli stipendi sono stati sempre pagati. Riguardo le altre questioni non mi esprimo, in quanto, non ero più un dirigente del Valdiano.

Stefano Esposito

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Categories: DILETTANTI, ECCELLENZA

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