VIDAL STENDE IL MONACO, LA JUVENTUS BATTE I FRANCESI DI RIGORE

VIDAL STENDE IL MONACO, LA JUVENTUS BATTE I FRANCESI DI RIGORE

“La Champions è un sogno”, ripete da agosto Massimiliano Allegri. E i sogni si realizzano un passo alla volta, raccontavano i vecchi saggi. La Juve segue alla lettera il consiglio, battendo con un preziosissimo 1-0 il Monaco nell’andata dei quarti di Champions League. Decide il rigore di Vidal, che dimostra di esaltarsi quando parecchi giocatori tremerebbero. O almeno penserebbero al gol divorato nel primo tempo. O agli ultimi tiri dal dischetto sbagliati, in Champions con l’Olympiacos e in campionato a Cesena. Nemmeno per idea. King Arturo trasforma e mette la Juve in una posizione favorevole in vista del ritorno di mercoledì prossimo nel Principato. I francesi amano difendersi e ripartire, come sapevamo. Al ritorno non potranno farlo, lasciando spazi alle progressioni di Morata e Tevez. Missione compiuta, contro una rivale inferiore ma che per 20’ ha messo paura allo Stadium, dimostrando comunque che l’espressione “se arrivi ai quarti di Champions qualità ne hai” non è la solita banalità da taccuino.

CARRASCO O CR7? — Il Monaco indossa il vestito che tutti si attendevano alla vigilia. Toulalan non recupera, ma la sostanza non cambia. Due linee da quattro che sembrano disegnate col righello e vicinissime tra loro, nobilitate da uno strepitoso Kondogbia, con Moutinho a galleggiare alle spalle di Martial e gli esterni Ferreira-Carrasco e Dirar a ripartire velocissimi. Un destro di Tevez bloccato da Subasic non fotografa l’inizio, che parla solo monegasco. Pirlo, che torna dal 1’ dopo l’infortunio nell’andata col Dortmund, ha un inizio gara tremebondo. Già vederlo passarla agli avversari è una rarità, se poi le palle sbagliate diventano 3-4 allora la qualità della manovra bianconera non può che risentirne in negativo. E i ragazzini del Principato fanno capire perché all’Emirates hanno fatto ballare la rumba all’Arsenal: Martial se ha campo è un pericolo, Ferreira-Carrasco ha qualcosa di vagamente Ronaldesco (nel senso di CR7) quando punta l’uomo e cerca l’uno contro uno con le finte. Al 10’ Buffon è prodigioso sulla conclusione, che per la verità non è una sentenza, dello stesso Ferreira-Carrasco, messo in porta da Martial. Ancora il numero 17 a impegnare Buffon, poi dopo un sinistro a lato di Moutinho la Juve mette fuori la testa.

PIÙ JUVE — Chiellini capisce che Martial soffre il corpo a corpo e stringe la marcatura, Pirlo e Pereyra si rinfrancano un po’. Pericoli veri non ne arrivano, perché il ritmo bianconero è bassino e Jardim si sa difendere benissimo con raddoppi sistematici e con letture esperte sulle linee di passaggio. Il primo tempo di Evra e Lichtsteiner (il peggiore della Juve, perché attacca male e scopre il fianco destro) non aiuta ad arrivare sul fondo, chiave fondamentale per allargare la difesa del Monaco. Il primo a riuscirci è Pereyra, ma Evra colpisce un gelataio in curva sull’invitante palla dell’argentino. La Juve chiude comunque in crescendo: Tevez, dopo 43’ anonimi, mette una meraviglia di esterno destro per Vidal, che spreca a due passi da Subasic dopo aver anche controllato bene. Gol divorato.

PIRLO & MORATA — Difficile immaginare un tema diverso nei secondi 45’. Ferreira Carrasco mette ancora i brividi con una galoppata chiusa dall’assist per Bernardo Silva, su cui vigila un Buffon decisivo nei tre interventi della serata. A conti fatti Gigi è tra i migliori della Juve. Al 12’ l’episodio chiave della partita. Lancio euclideo del rinfrancato Pirlo in profondità per Morata, che brucia Carvalho sullo scatto ed è bravissimo a farsi toccare dal portoghese all’ingresso dell’area. Fallo tanto involontario quanto evidente, ma fuori area. Per l’arbitro Kralovec, però, è rigore. Ancora una volta in vetrina le qualità dello spagnolo, pur non nella sua serata migliore. Il movimento con cui beffa Ricardo Carvalho farebbe pensare che sia lui il veterano che a maggio farà 37 anni. Dagli undici metri Vidal non dà scampo a Subasic. Allegri e Jardim cambiano: il tecnico ospite mette Berbatov per Raggi, con Fabinho che scala terzino, Moutinho che arretra e il bulgaro che va centravanti, sfiorando subito il gol di testa da corner. Allegri dopo 74’ passa al 3-5-2, con Barzagli per un Pirlo che è arrivato con la testa dove le gambe ancora non potevano portarlo. Significativo l’abbraccio con Allegri. Quello di Berbatov è l’ultimo brivido della serata, anche se Fabinho è bravo ad anticipare Morata un passo da Subasic. Nessun rimpianto, l’1-0 è quello che la Juve voleva alla vigilia.

Jacopo Gerna

Categories: SERIE A

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