ALFONSO CIRILLO CUORE AGROPOLI ANCORA GIOCA E DA SPETTACOLO: “SARO’ UN DELFINO A VITA”

ALFONSO CIRILLO CUORE AGROPOLI ANCORA GIOCA E DA SPETTACOLO: “SARO’ UN DELFINO A VITA”

Quel sorriso stampato sul viso tondo e simpatico,gli occhioni grandi e pieni di entusiasmo.Classe 1984 Alfonso Cirillo una delle bandiere dell’Agropoli 2002,2003 passata alla storia come l’annata del grande rilancio costruita da Formicola,sorretta da Di Luccio e supportata da Volpe.Bel ragazzo,pulito e voglioso di arrivare Cirillo ci mise ben poco a capire la piazza,l’allenatore e il presidente e divenne un punto fisso nel team formicoliano dove Crisci eccelleva per estro e dinamismo,Febbraro fluttuava sulla sinistra e De Cesare ancora minorenne segnava goal a grappoli.In mezzo c’era proprio lui Cirillo per il quale la gente impazziva. Giocate di alta classe ,goal da fuori area,assiste e passaggi,capiva i movimenti di Crisci benissimo.La sua una carriera lunghissima,fisicamente è sempre lo stesso,fu frenata da un errore del medico della Paganese e fu costretto a stare due anni fermo mentre c’erano club di serie b e serie a che lo volevano.Ha vinto quasi tutti i campionati dilettanti,oggi gioca in prima categoria con la Valle Metelliana e al rientro dopo un infortunio ha trascinato la squadra alla vittoria per 2-0.Turris,Capri e Ariano le prime tappe della sua carriera prima di arrivare ad Agropoli dove fece benissimo.”Non riesco a dimenticare Agropoli,mi batte il cuore ogni volta che ci penso,l’anno più bella della mia carriera.Feci benissimo e la gente come era bella.Ancora oggi ricordo tante persone e sono mortificato per la perdita del nostro presidente Di Luccio era una persona straordinaria.Ai miei figli parlo sempre di Agropoli”.Cirillo andò a Pagani poi Scafatese eccellenza,Acri in Calabria sempre eccellenza, poi Bosco,Agerola,Sant’Egidio,san Marzano e ora a 34 anni suonati nella Valle Metelliana dove ancora fa girare il pallone e la squadra.

LA FAMIGLIA

Alfonso Cirillo si è sposato presto, adora la moglie che gli ha regalato due splendidi bambini e uno gioca a calcio: “La famiglia è tutta la mia vita,ho una splendida moglie e due bambini eccezionali.Vivo per loro che mi regalano le emozioni più belle.Il calcio mi ha riservato tanti bei momenti e qualche delusione ma è comunque parte di me.Se tornassi indietro tornerei a giocare a pallone perciò incoraggio mio figlio.Sergio salutami tutti perchè io sarò sempre un delfino”.Il cuore biancoazzurro di Alfonso Cirillo batte sempre verso la capitale del Cilento dove giocò con l’enfasi del professionista e il coraggio di un piccoletto,aveva 18 anni,pieno di speranze e di stimoli. Quell’anno in promozione si arrivò a 2.210 paganti in una sola partita e la tribuna Margiotta ancora non era stata costruita.Buona parte di quelle persone erano innamorate pazze delle giocate di Alfonso Cirillo il furetto bello del centrocampo dell’Agropoli,Bello dentro e fuori perchè oltre alla bellezza estetica oggettiva di Alfonso c’è la bellezza interiore che gli ha consentito di esaltare la sua famiglia che si è costruito con i valori spirituali che ha sempre avuto e di superare i momenti difficili e oggi racconta con fierezza il suo passato e contempla il presente tra famiglia e calcio, si proprio il calcio che ha nell’interprete Cirillo la sua essenza straordinaria.”Mino non aver paura di tirare un calcio di rigore” diceva De Gregori e lui ad Agropoli non ha avuto paura,nonostante la piccola età e l’incoscienza del momento e per questo è entrato di diritto nella storia del calcio Agropoli che fra due anni compie il suo centenario e sarà salutato anche dalle labbra sorridenti di questo splendido ragazzo.Un’icona dell’agropolesità.”Sarò sempre un delfino” ci ha detto e non c’è soddisfazione più bella per una città che lo seppe coccolare e amare.la riconoscenza è il valore più bello e più alto filosoficamente e Alfonso di valori ne ha da vendere.Sergio Vessicchio

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IL FIGLIO DI ALONSO

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