GLI ULTRAS DELLA SALERNITANA VOLEVANO CRISTIANO RONALDO

CITTA’,TIFOSI E PROVINCIA NE PRENDONO LE DISTANZE

Ancora trovano il modo per contestare alcuni gruppi ultras della curva Siberiano, lontanamente da quelli che sono i pensieri dell’intera città. Da tempo Salerno e i tifosi della Salernitana, in città e i provincia in generale hanno preso le distanze dall’operato dei gruppi ultras deliberatamente in controtendenza (per dare volutamente problemi alla squadra, alla società e alla dirigenza) con l’andamento del cammino dei granata ora al secondo posto in classifica.

 

Al centro della contestazione attuale, solo un pretesto, ci sarebbe la campagna acquisti fra l’altro ottima e rafforzante rispetto alla squadra del girone di andata che pure ha fatto il suo. Hanno esposto uno striscione davanti allo stadio: “Scarti, ritorni e obiettivi mancati. Adesso direte che ne siamo usciti rinforzati. Ma il vero colpo sarà quando ve ne sarete andati”. Ormai non fanno testo. Non li pensa più nessuno. Giocano una partita tutta loro contro la città, contro la provincia, contro la società, contro la dirigenza e contro la squadra. Sono un entità a parte rispetto il contesto granata che è tutta un’altra cosa. Stiamo ricevendo messaggi, e-mail in redazione da parte di tifosi, telefonate da semplici cittadini, salernitani e gente che ama Salerno e la Salernitana e che non si riconosce in questo atteggiamento ritenuto distruttivo per la squadra. Ne prendiamo atto ma da tempo avevamo individuato nei gruppi ultras non un sostegno alla squadra e a tutto il contesto ma un voler andare contro per evidenti motivi politici e in molti casi di interessi personali. Salerno, la Salernitana, l’Ippocampo e l’orgoglio non appartengono ai gruppi ultras che sono lo 0,00000001 di tutto il movimento granata e statene certi che se la Salernitana dovesse raggiungere qualche obiettivo saliranno sul carro dei vincitori altrimenti continueranno a rompere i coglioni con le loro stupide manifestazione di dissenso. Siamo pochi ad avere il coraggio di scrivere tutto questo e la verità incontestabile. Sergio Vessicchio