L’AGROPOLI HA CONTATTATO MARCO LA GRECA PER LA PANCHINA

Di un eventuale esonero di Cianfrone si parla da un pò di tempo. Il tecnico è andato vicino ad essere sostituito subito dopo la partita con la Virtus Cilento quando ci fu un animoso scambio di battute tra il presidente e l’allenatore. Persone vicinissime al presidente lo hanno più volte detto e ripetuto. Lo stesso presidente è in silenzio da molto tempo. La dirigenza e il presidente stanno facendo una serie di valutazioni. Il tecnico attuale Cianfrone è al corrente di questo, sa tutto. Non sappiamo quali sono i reali motivi della decisione, se sono legati a motivi tecnici o c’è dell’altro. Marco La Greca è stato contattato dall’Agropoli per la panchina già un mese fa, la notizia era trapelata negli ambienti anche se tenuta nel più stretto riserbo.

 

 

Il tecnico di Acciaroli ,già secondo alla Gelbison con molti allenatori, l’anno scorso e quest’anno è stato con Martino al Gladiator, proprio oggi Martino è stato esautorato dalla panchina del Gladiator ma l’impressione è che Marco La Greca avrebbe dato comunque la sua disponibilità. Nell’entourage dell’Agropoli la notizia di Marco La Greca era ben nota da tempo. Il tecnico di Acciaroli è stato autore del miracolo Sammaurese insieme all’attuale direttore sportivo dell’Agropoli Domingo Esposito il quale come è noto avrebbe portato Nicoletti e non Cianfrone alla guida dell’Agropoli, l’attuale allenatore della Polisportiva Santa Maria era la prima scelta per il Ds poi intervenne il presidente Infante e decise di mettere Cianfrone in sintonia con le pressioni che aveva avuto, storia vecchia e passata. Il feeling tra l’Agropoli e Marco La Greca è noto. Riuscirà Domingo Esposito a fare il cambio di panchina , tutto dipende dai risultati, se l’ Agropoli continuerà a stare primo in classifica è difficile rimuovere il tecnico, se dovesse perdere terreno è probabile, oppure tutto è legato ad altri fattori? Se c’è dell’altro non lo sappiamo. Adesso arriveranno le smentite di prassi, ma questa è la verità e come sempre siamo abituati a raccontarla. Sergio Vessicchio