L’AGROPOLI PIAZZA IL COLPO, MARGIOTTA MATCH WINNER,BATTUTO IL VOLCEI

Quando in campo è sceso il Volcei, più attrezzato dell’Agropoli, e il migliore uomo Eros Medaglia argentino con lunghi trascorsi nella serie A argentina, è stato messo terzino destro e poi sbattuto terzino sinistra, si è capito subito che l’Agropoli, in lievitazione giorno dopo giorno,avrebbe potuto battere la formazione del presidente Del Chierico. Eppure i buccinesi hanno cominciato benissimo perchè hanno stretto d’assedio l’Agropoli, i cilentani si sono presentati con una coppia difensiva imbarazzante e questo ha rincalluzzito gli ospiti i quali però si sono fermati poco dopo e cioè fino a quando i delfini, dopo l’avvio timido, hanno studiato bene la partita. Poi è emerso il gioco e la maggiore qualità della guida tecnica dell’Agropoli inferiore nella rosa ma superiore nel progetto tattico, e alla fine la differenza l’ha fatta questo oltre al goal di Margiotta al 18′ imbeccato da una giocata di Falco il quale con un guizzo da campione si è bevuto un avversario e ha pianatato su due piedi proprio Eros Medaglia schierato inopinatamente basso a destra mentre il passo e la visione di gioco sono da centrocampista anche se in argentina giocava proprio da esterno basso ma era un altra realtà e un’altra storia. Falco dal fondo guarda con una coda dell’occhio Margiotta il quale finta di attaccare lo spazio e poi fa il passo indietro, il passaggio è preciso e con i giri giusti, il mancino di Margiotta è di una precisione messo volutamente tra palo e portiere come sono i grandi sanno fare. Senza Medaglia al cento del campo proprio a centrocampo l’Agropoli aveva la meglio nonostante il Volcei presentava due pezzi da novanta come Lordi e Siano entrambi con trascorsi nei professionisti ma riconosciuti eccellenti giocatori i quali però non eranno supportati da un progetto tattico in grado di metterli in condizione di far bene.

Probabilmente con Medaglia al centro del campo insieme a loro due (tutti e tre costituiscono un centrocampo di serie D a vincere) stavamo commentando un altro risultato, se poi in attacco non avesse dato forfait Campione, probabilmente tenuto fuori per il turnover, il portiere dell’Agropoli non sarebbe stato inoperoso per tutta la partita. Turco e Cianfrone hanno pesato bene questa situazione facendo leva sugli errori dei loro colleghi sulla panchina avversaria e hanno dato sale e pepe al progetto e quindi i delfini erano sempre in superiorità numerica, erano sempre al posto giusto e nonostante l’evidente divario tecnico tra le due squadre emergeva la filosofia agropolese fatta di movimenti senza palla, di possesso intelligente e di grinta. Nell’Agropoli veniva meno la qualità cristallina di uno dei più bravi e cioè Falco il quale dopo aver propiziato il goal scompariva, diventava narciso e l’Agropoli perdeva molto perchè il solo Margiotta faticava molto e l’altro esterno di punta Matroroberti faceva l’amore con la bandierina danzando sulle punte senza dare forza al suo ricco bagaglio di talento per questo motivo quando entrava D’Avella era più efficace nel non possesso e impegnava la difesa con più incisività, la stessa cosa avveniva con Ansalone il quale quando sta bene e ha gamba diventa irresistibile e fa crescere tutta la squadra. L’ingresso di Masocco non aveva lo stesso effetto del turno infrasettimanale ma alzava l’asticella dell’Agropoli e coni tre nuovi ingressi e i cambi del Volcei la partita quasi si livellava e l’Agropoli non rischiava più incamerando la prima vittoria stagionale in casa, raggiungeva il primato nel girone in condominio con altre tre squadre e diventa ora un’avversaria difficile per la qualificazone. Sergio Vessicchio