LE MANI DI SIBILIA SULL’AIC, PRONTO UN SUO UOMO MARCO TARDELLI

LE MANI DI SIBILIA SULL’AIC, PRONTO UN SUO UOMO MARCO TARDELLI

Continua spedita la scalata al vertice di Cosimo Sibilia, la fame di potere del presidente della LND e dei suoi adepti non conosce mezze misure e in un mazzo di carte vuole fare l’asso pigliatutto mettendo le mani su ogni fronte. Con la sua riforma spazzatura sponsorizzata in pompa magna da media e giornalisti accondiscendenti che gli fanno da megafono sta puntando fortemente ad avere l’egemonia del calcio italiano ma soprattutto la maggioranza in consiglio federale. Una mossa ben studiata quella di Sibilia quella di inghiottire nella LND la serie C del nemico Ghirelli spazzandolo fuori da tutti i giochi in modo da ottenere un recipiente di voti importante su cui poggiarsi per il balzo decisivo verso la presidenza della FIGC. Insieme a lui, sembrano darsi la manina come a scuola, ecco Balata che a sua volta avrebbe una serie B allargata con più società, più voti futuri, e soprattutto più diritti televisivi e una torta più grande e gustosa da mangiare. Le componenti sono perfette e portano tutte a una sola direzione quello del monopolio di Sibilia dalla serie B del suo amico-complice Balata a scendere fino alla terza categoria.

Ma dopo aver pensato al numero delle società da avere sotto le mani bisognava pensare anche ad un altra componente importante che ha voce in capitolo nel consiglio federale, ovvero quella dell’AIC (associazione italiana calciatori) presieduta attualmente dal presidente Damiano Tommasi, ex calciatore professionista della Roma e della nazionale da anni a capo del sindacato. Avere l’appoggio futuro dell’AIC per Sibilia equivale a dire vittoria assicurata sotto tutti i fronti, un egemonia quasi totale che gli consentirebbe di fare la voce grossa e mettere definitivamente le mani sul calcio italiano. Il percorso di Tommasi con l’AIC è giunto praticamente ai titoli di coda e come sostituto dell’ex centrocampista capitolino il nome più accreditato a prendere il suo posto era quello dell’avv. Umberto Calcagno attuale vice presidente dell’associazione, ma Sibilia ha pensato anche a questo forzando la mano per un suo uomo di fiducia come Marco Tardelli campione del mondo con la nazionale italiana nel lontano 1982.

Tardelli sarebbe un nome mediaticamente di rilievo e con un passato calcistico alle spalle differente da quello di Calcagno, ma soprattutto collegato a Sibilia che gestirebbe in questo modo anche il comitato dei calciatori. Tardelli è già in rampa di lancio e proiettato a fare campagna elettorale sfruttando demagogicamente anche esternazioni di calciatori dilettanti delusi da disavventure passate per fare propaganda. Una figura, la sua, che inizia pian piano a farsi largo grazie anche al lavoro degli adepti portaborse di Sibilia dei comitati regionali come Zigarelli e la Tambaro su tutti, impegnati a “sponsorizzare” sotto traccia Tardelli per la scalata al potere. Un piano ben studiato nei minimi particolari che porterebbe Tardelli alla presidenza dell’AIC e Sibilia a esultare proprio come il campione del mondo dopo il gol in finale mondiale alla Germania per aver messo le mani sul calcio italiano.Fermate Sibilia!Sergio Vessicchio

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