A ciascuno il suo. «Ho avuto tante proposte in questi anni. Le ho rifiutate tutte. Perché il calcio non fa più per me». Così parlò Nello Aliberti, esattamente quattro mesi fa. Era il 29 settembre scorso, e al Tribunale di Salerno era stata appena letta la sentenza con cui i giudici condannavano, in primo grado, l’ex presidente granata a 4 anni e 3 mesi per il crac della Salernitana Sport Spa. L’imprenditore di San Giuseppe Vesuviano varcò la soglia del Palazzo di Giustizia rammaricato, triste, però affatto rassegnato. Anzi, deciso a dare battaglia in Appello, «perché – ipse dixit – dalle casse della società io non ho mai preso un euro».

Sull’uscio, a chi lo sollecitava su un possibile rientro negli ambienti calcistici, domanda dalle cento pistole che gli viene (ri)proposta a mo’ di disco rotto ormai da un decennio, il patron degli “migliori anni” del cavalluccio marino rispose di non volerne più sapere. Ribadendo, piuttosto, che «l’unico ritorno immaginabile è solo con la mia Salernitana, quella “vera”, che nel 2005 mi hanno portato via».

Ultimamente però Aliberti si è visto in quel di Campobasso a seguire la locale squadra che milita in serie D nel girone F e molti per questo si sono incuriositi…

Sulle tribune del Roamgnoli assieme al presidente Giulio Perrucci e al notaio Eliodoro Giordano, c’era nell’ultimo match casalingo giocato dai lupi proprio l’ex patron della Salernitana, Aniello Aliberti, il presidente della Salernitana ai tempi della A. “È stato un piacere essere ospite degli amici di Campobasso – le sue parole – e c’era la curiosità di tornare a vedere una partita di calcio“.

Un futuro ancora nel calcio? “Mai dire mai. Il futuro non si può prevedere”.

Magari a Campobasso? “E chi può dirlo. Vedremo”.

tuttopotenza

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