L’INGANNO DI FLAMMIA ALLA CITTA’ DI POTENZA, LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE!

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Ma quale ds, dg, dt, ad e chi più ne ha più ne metta. Daniele Flammia è il proprietario ufficiale del Potenza Calcio e nonostante l’intenzione di minimizzare la “scoperta” da parte dei colleghi di tuttopotenza che piaccia o meno carta canta e dalle visure camerali tanto si evince. Ma come giusto che sia andiamo a ritroso, il pseudo ds (alla luce di ciò il termine pseudo non può essere oggetto di contestazione, come anche la carica rivestita sotto mentite spoglie) dichiarava che la città di Potenza è esempio di civiltà e signorilità, e come rimarcato più volte anche da noi conveniamo in pieno con Flammia su questo punto. Ma i conti non tornano quando proprio quella città capoluogo di regione, ricca di storia, civiltà e signorilità, ha dovuto subire una presa in giro delle più meschine dallo stesso Flammia. Una città importante come Potenza gabbata da una realtà fittizia creata ad arte dall’attuale patron rossoblù che si permette di giocare con l’intelligenza e la buona fede dei tifosi. La chiarezza nel calcio dovrebbe essere un biglietto da visita essenziale di cui una nuova società una volta insediatasi deve offrire alla piazza. Ma Flammia che si divertiva a rilasciare interviste e a gonfiare il petto usando e strumentalizzando il nome della città di Potenza, come si suol dire si è tirato la zappa sui piedi e adesso dovrà fare i conti con la scarsa credibilità (già da prima molto poca!) accomulata nei confronti dei tifosi, degli sportivi potentini, e delle istituzioni del capoluogo lucano che incominciano a interrogarsi sull’affidabilità dell’improvviso presidente. Come un coniglio dal cilindro la notizia è sbucata fuori ed ha aperto gli occhi degli appassionati rossoblù che si sentono disorientati di fronte a tanta poca chiarezza che regna all’interno del Potenza Calcio dovuta alle bugie dell’ex ds ma attuale proprietario dei leoni. Adesso i conti tornano del perchè della presenza di Flammia in società. Del perchè uno che abbia sempre e solo fatto il team manager in passato, che non conosce i calciatori, gli allenatori ed a questo punto crediamo forse anche le regole basilari del calcio, si trovasse a improvvisare una figura professionale di cui la competenza, le conoscenze tecniche e il continuo aggiornamento sono requisiti fondamentali. Ora si spiega del perchè delle mancate dimissioni e della sua reiterata presenza dopo l’esonero del tecnico Agovino. Flammia come dimostrato dai risultati raggiunti come direttore sportivo non ha nè arte nè parte, ma nel ruolo di presidente fittizio ha voluto superarsi credendo di raggirare con le sue bugie un intera città che ancora una volta dimostra di essere signorile in quanto avrebbe potuto anche reagire diversamente di fronte a tali manovre occulte. Ma come scritto più volte le bugie hanno le gambe corte e non vanno lontano. Prima o poi Flammia dovrà dare conto a un intera città che è stata presa in giro indegnamente dal team manager che gioca a fare il ds per poi scoprirsi presidente, come neanche nelle storie più fantasiose. Il conto da pagare sarà alto, come i debiti che Flammia ha promesso di ripianare, perchè nel caso gli accordi siano disattesi vorrà dire che il Potenza sarà solo un giocattolo in mano a Flammia per speculare sulla passione degli sportivi rossoblù invece di salvaguardare il futuro del club. Ma quale ds, ma quale team manager, ma quale presidente, la città di Potenza merita chiarezza e rispetto. Componenti che, come si evince dalla realtà dei fatti, Flammia non è in grado di assicurare. Sergio Vessicchio

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