L’INTER E’ SUL PUNTO DI FALLIRE SE LA FANNO SALVARE E’ UN ALTRA PORCHERIA

L’Inter rischia di sprofondare sotto un mare di debiti. Quelli consolidati al momento ammontano a 417 milioni. Un buco enorme, che non tende a ridursi anche a causa del rischiatutto messo in atto dal club tra gennaio 2015 e la scorsa estate, quando Thohir, convinto da Mancini, ha deciso di spendere sul mercato come non avrebbe potuto, aggravando la situazione con tanti pagherò (Jovetic, Miranda, Montoya…) che faranno sentire i loro strascichi anche nelle prossime stagioni. O ancora con il bond da 230 milioni che andrà restituito interamente nel 2017. Una strategia coraggiosa, ma che se non portasse a un piazzamento Champions potrebbe assumere i connotati della follia.

ROAD TO CHINA Da tempo il club è sotto la lente di ingrandimento dell’UEFA che ha già punito l’Inter che nella prossima partecipazione a una competizione internazionale dovrà pagare delle multe per non aver rispettato i dettami del Fair Play Finanziario. Thohir non ha certo fatto mancare il suo appoggio economico alla società, ma adesso anche l’indonesiano si è reso conto che così difficilmente si potrà andare avanti. E ieri, come confermato dalla Gazzetta dello Sport, ha comunicato ufficialmente di aver dato mandato alla banca Goldman Sachs di trovare nuovi soci per ridare fiato alle casse nerazzurre. Il territorio su cui si muoverà l’advisor sarà soprattutto l’Asia, con particolare attenzione alla Cina. È lì che il calcio milionario si è spostato, con il governo che ha dato un impulso impressionante per far diffondere a macchia d’olio il calcio. L’esempio lampante è stata l’ultima finestra di mercato, in cui semi sconosciuti club cinesi si sono accaparrati a suon di milioni alcuni dei migliori giocatori in circolazione.

GHE PENSI MI All’abbisogna, però, penserà anche lo stesso Thohir che nel weekend sarà in Italia per vedere l’Inter contro la Fiorentina (esordio in trasferta per il presidente) e poi si sposterà a Londra e Francoforte. Ufficialmente per motivi che non riguardano l’Inter, ma in realtà l’imprenditore indonesiano potrebbe anche approfittare dell’occasione per fare un giro d’orizzonte per comprendere se c’è la possibilità di pescare anche in Europa un socio per il suo club. Chi però accetterebbe di entrare nell’Inter senza poi avere potere decisionale? Una domanda che si è posto anche Thohir che potrebbe prevedere, per quanti decideranno di seguirlo, di avere voce in capitolo sia nel consiglio d’amministrazione che su altre decisioni, in deroga alla quote possedute.

MASSIMO C’È Moratti intanto ha fatto sapere di star bene con il suo 29,5% di azioni dell’Inter e di non esser intenzionato né a cederne né ad acquistarne di altre. Il legame con lo storico patron dovrebbe così andare avanti, anche se una tappa fondamentale sarà il probabile aumento di capitale a cui saranno chiamati gli azionisti nerazzurri. Se in quel caso Moratti decidesse di non immettere il denaro che a lui spetta allora quelle azioni passerebbero a Thohir, che potrebbe così “reinvestirle” su nuovi soci.

Thoir da buon businessman, ha  rilevato un’azienda in difficoltà per rimetterla in buona salute e poi rivenderla, traendone quindi un guadagno: acquistata l’Inter due anni e mezzo fa con un aumento di capitale da 75 milioni per il 70% delle azioni, senza considerare i prestiti elargiti finora, di quanto si accontenterebbe Thohir per uscire di scena? Attualmente la barca nerazzurra fatica a tornare in linea di galleggiamento. L’ultimo bilancio (2014-15) si è chiuso con un rosso consolidato di 140 milioni: è vero che sono stati anticipati alcuni costi, come lo stipendio di Mazzarri, ma la gestione resta fortemente squilibrata. L’Inter peraltro ha giocato al rischiatutto sul mercato, con una serie di «pagherò» che impatteranno nei prossimi esercizi: senza l’approdo in Champions il piano di risanamento e rilancio rischia di saltare per aria. Val la pena ricordare che quasi due anni fa Thohir rifinanziò il debito consegnando di fatto gli asset nerazzurri alle banche. E in effetti al 30 giugno 2015 i debiti con le banche sono il fardello più pesante, 230 milioni. Aggiungendo i 108 milioni prestati da Thohir, i 68 vantati dai fornitori e gli 11 (saldo tra dare e avere) con le società di calcio per le operazioni di mercato, il debito consolidato dell’Inter – al netto dei crediti – arriva a 417 milioni. Che non sono pochi, specie in rapporto a un fatturato al di sotto dei 200 milioni e ai relativi flussi di cassa. Insomma, la situazione economico-finanziaria del club nerazzurro è terribilmente seria.