MANCINI: “SONO TRE LE SQUADRE FAVORITE PER LO SCUDETTO”

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PAROLE MANCINI – Si fermano a cinque le vittorie consecutive della nuova Inter targata Roberto Mancini. Contro la Fiorentina di Paulo Sousa, i neroazzurri hanno annullato quel piccolo vantaggio accumulato nelle passate giornate contro le avversarie che adesso sono pronte a raggiungere in vetta la squadra meneghina.
Della partita persa contro i toscani, ma anche sulle favorite per la vittoria finale dello Scudetto, ne ha parlato il tecnico della ‘Beneamata‘ Roberto Mancini in un’intervista concessa ai microfoni de ‘Il Messaggero‘. Si parte dalla sconfitta contro la Viola: “Nelle scorse settimane qualcuno ci elogiava e qualcuno ci criticava, aspettando il nostro primo passo falso. Adesso qualcuno sarà felice. Nonostante tutto, prima dell’inizio di campionato, avrei firmato per essere in vetta già alla sesta giornata”.Nessun padrone e tante squadre pronte a conquistare la vetta, facendo la Serie A un campionato equilibrato: “La media si è alzata molto. Tante squadre poi pensano solo a difendere e questo non fa altro che aumentare lo spettacolo. Penso che solo dalla dodicesima e la tredicesima giornata inizieremo a capire qualcosa”.Nonostante sia in vetta con la sua Inter, Mancini vede tre squadre favorite per la vittoria finale: “Devo dire che una partenza negativa come quella della Juve, non me l’aspettavo, anche se era però prevedibile visti gli addii di Tevez, Pirlo e Vidal. Se si riprendono in fretta restano in corsa per la vittoria finale, insieme a Napoli e Roma. Noi? Puntiamo al terzo posto, anche se tutto può succedere”.Parole per Edin Dzeko suo vecchio attaccante ai tempi del Manchester City e Rudi Garcia: “Rudi è un ottimo allenatore anche se si è piazzato sempre al secondo posto. Anche quest’anno riuscirà ad entrare tra i primi tre posti. Dzeko? Ha solo bisogno di giocare e sentirsi parte importante del progetto. Quest’anno metterà a segno 20 reti senza alcun problema: io lo presi al City proprio per questo motivo”.In chiusura Mancini parla dell’utilizzo del turnover: “Quando hai una squadra composta da 20 elementi, devi per forza dare la possibilità di recuperare la condizione ad un giocatore. Qui in Italia però ci sono tante visioni diverse: molti pensano che se non cambi e non vinci sei solo un somaro”. 

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