OGGI SCIREA AVREBBE COMPIUTO 63 ANNI LA SUA MAGLIA ANDAVA RITIRATA

Il 25 maggio 1953 nasce a Cernusco sul Naviglio Gaetano Scirea, un mito, una Leggenda… probabilmente entrambe le cose, nonché icona di correttezza e signorilità. Insieme a Zoff, Gentile e Cabrini, formò una delle migliori linee difensive nella storia della disciplina. Tra la Juventus e la nazionale vince praticamente tutto. Fa parte anche di quella ristrettissima cerchia di giocatori che hanno trionfato in tutte le competizioni Uefa. Uno dei giocatori più forti del mondo, ma era troppo umile per dirlo o anche solo per pensarlo. E’ il caso più unico che raro, a dire il vero, in cui la gloria di un campione sportivo non pareggia l’immensità dei suoi solenni valori umani. Terminata la carriera di calciatore aveva accettato l’incarico di allenatore in seconda al fianco di Zoff, quando, recatosi in Polonia per visionare il Górnik, squadra avversaria della Coppa Uefa, l’auto su cui era a bordo venne tamponata da un furgone prendendo fuoco rapidamente. Un uomo senza eguali che ci ha lasciato quando avrebbe potuto darci ancora tanto. E indubbiamente lo avrebbe fatto, considerata la generosità che lo ha sempre contraddistinto per tutta la carriera. Elegante è la parola che meglio descriveva Scirea. Elegante era il giocatore, sempre a testa alta. Non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.Per me Juventus vuoI dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire cultura e stile che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l’amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici. Michel PlatiniCorretto (mai un’espulsione, mai una squalifica), pulito nelle giocate, e dotato di ottime qualità tecniche. Elegante era anche l’uomo, timido, mai sopra le righe, un vero gentleman. Era una bandiera, niente a che vedere con i calciatori di oggi. Un esempio vivente per tutto quello che il calcio poteva chiedere di positivo ad un atleta e ad un uomo. Oltre allo stadio comunale del suo paese natale, a Gaetano hanno dedicato un corso a Torino, una curva dello stadio, e alcuni premi che ricordano il suo fair play. “Se mai c’è stato uno per cui bisognava ritirare la maglia quello era lui”.Roberto Pontillo

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