SORRENTO: I TIFOSI SI DISSOCIANO DA GUARRACINO

Ne abbiamo parlato più volte di quanto la tifoseria del Sorrento fosse un pubblico civile ed esemplare e calcisticamente parlando dal palato fine abituato a guardare calcio vero di ben altre categorie tanto da sfiorare la serie B con un dito qualche anno addietro. Un altra prova di maturità e di civiltà ci arriva sempre dal pubblico rossonero che condanna i comportamenti vergognosi del proprio tecnico Antonio Guarracino prendendone nettamente le distanze. Guarracino si è reso protagonista di gestacci censurabili, di insulti e minacce rivolte a giocatori e allenatori avversari, tentate aggressioni a giornalisti della carta stampata anche sorrentina oltre che a provocazioni ad altri colleghi durante interviste post gara il tutto utilizzando un linguaggio poco elegante parlando anche in dialetto. Più volte abbiamo lanciato il messaggio che questo allenatore andrebbe immediatamente DASPATO e squalificato in maniera esemplare perchè un personaggio del genere non può essere impunito, ne va della credibilità di questo sport e contro i principi dell’etica e del calcio. Sorrento non merita di essere rappresentata in un campionato nazionale da tanto squallore e maleducazione e infatti sono i tifosi stessi a prendere le distanze da Guarracino dissociandosi senza mezzi termine da questo allenatore. I tifosi del Sorrento, i VERI tifosi, e non quattro esagitati depensanti che scrivono sui social privi di credibilità e che rappresentato la parte marcia del meraviglioso pubblico costierino, si dissociano e l’hanno già fatto dal tecnico Guarracino in più circostanze. Numerosi sono i messaggi di disprezzo e di condanna per quanto fatto da Guarracino chiedendone il suo allontanamento il più presto possibile. 
Sorrento è una città meravigliosa, meta turistica senza eguali e popolata da gente straordinaria abituata a palcoscenici prestigiosi anche in ambito calcistico, e anche in questo caso dimostra una maturità indescrivibile prendendo le distanze da chi sta macchiando la sua immagine agli occhi di tutti. Non basta un campionato d’eccellenza per guadagnarsi la stima di una delle città più belle al mondo. Antonio Lucibello