TARANTO, PROSSIME ORE DECISIVE PER LA CESSIONE DEL CLUB

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Sembra ormai partito inesorabilimente il countdown che porterà il passaggio di quote tra l’ormai ex patron del Taranto Domenico Campitiello ed il nuovo gruppo di soci. Il dato anomalo della vicenda è insito nell’incertezza di chi, fra gli imprenditori interessati, riuscirà ad acquisire il pacchetto di maggioranza delle quote in un clima di assoluta trepidazione che ormai regna sovrano nella città bimare.

Come già riportato negli scorsi giorni, non si è ancora fatta chiarezza sull’ammontare dei debiti del sodalizio ionico né tantomeno su quanti siano i gruppi imprenditoriali che abbiano effettuato un’offerta scritta destinata al legale rappresentante del patron uscente. Come confermato dall’avvocato Calabrese, rappresentante legale del gruppo Castria, è pervenuta sulla scrivania di Campitiello un’offerta concreta che, tuttavia, pare non abbia trovato accoglimento poiché ritenuta non congrua al valore del club.

Le due parti sono in continuo contatto al fine di limare la discrepanza tra domanda ed offerta.

Da fonti attendibili, certamente il gruppo Castria non è l’unico interessato all’acquisizione del sodalizio rossoblù: pare che abbiano richiesto informazioni sia l’ex patron del Bisceglie Canonico oltre ad alcuni rappresentanti della famiglia Tesoro che, recentemente, hanno lasciato le redini del Lecce Calcio.

In ultima analisi è trapelata l’indiscrezione dell’interessamento di un gruppo di imprenditori lombardi sponsorizzati dall’ex direttore sportivo ionico Francesco Montervino: tra gli investitori vi sarebbe addirittura il gruppo Joma, leader nell’abbigliamento sportivo, che sino allo scorso torneo è stato sponsor tecnico proprio del Taranto.

Le prossime ore saranno decisive per capire quale tra questi gruppi od anche altri che si stanno muovendo nell’ombra riuscirà ad accaparrarsi il 92% (tante sono le quote in possesso di Campitiello, ndr) di un club tanto glorioso quanto ambito.

Fondamentale sarà la rinuncia in tempi ristretti ad il diritto di prelazione degli attuali soci di minoranza come previsto dallo statuto sociale: un rallentamento nella fase di cessione delle quote del  club porterebbe all’inevitabile rinuncia a presentare la domanda di ripescaggio in Lega Pro. Questa eventualità aprirebbe una frattura con la tifoseria difficilmente sanabile data la permanenza in Lnd durata troppo a lungo per una città come Taranto. La sensazione che si vive in riva allo Ionio è che questa settimana sancirà le sorti e l’immediato futuro di una piazza che merita di rivivere le emozioni e lo spettacolo del calcio professionistico.

Fabio Pissacroia

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