Esistono spiegazioni razionali per definire il travolgente cammino di questa imbattile squadra destinata a vincere il titolo nazionale anzitempo?

 

Ormai non ci sono più parole e nemmeno aggettivi per provare a commentare il cammino del Liverpool in questa Premier League: la squadra di Salah e compagni sta infatti stupendo tutto il mondo del football infilando vittorie su vittorie. Come un invincibile carrarmato sta schiacciando ogni nemico che si para davanti alla sua strada ed allo stesso tempo seminando il panico tra le fila avversarie a suon di goal e di prestazioni convincenti. Per provare a narrarvi le gesta dei Reds, che sanno di puro eroismo, partiamo dai freddi numeri: le sconfitte ammontano a 0, avete capito bene, i pareggi a 1 e le vittorie a 24. Se tutto ciò non vi bastasse, aggiungiamo anche il “carico da novanta” dicendovi che i goal subiti

 

sono solo 15 in 25 gare disputate. Affermare che quello a cui stiamo assistendo di persona è incredibile non sarebbe sufficiente per descrivere un percorso perfetto a cui mancano solo 6 vittorie per significare “conquista del torneo d’oltremanica” (e siamo appena a febbraio!). Se queste cifre sono indispensabili per introdurre e commentare in maniera asettica l’eclatante caso Liverpool, che sta soverchiando tutti i possibili pronostici legati alla Premier League 2019-2020, sappiate che tra poco ci lasceremo andare in dissertazioni filosofico/pallonare più emozionanti, in grado di spiegare il perché di un tale successo. Quali sono i punti di forza di questo Liverpool? L’incredibile vantaggio di più di 20 punti dal Manchester City è tutta farina del suo sacco oppure è necessario parlare anche dei demeriti degli avversari?

Compattezza in campo e classe cristallina da vendere

 

La trionfale cavalcata del Liverpool che miete vittime gara dopo gara in Premier, confermando tutti i pronostici a favore, ha dell’incredibile. I vocaboli, come detto, ormai si sprecano quando è il momento di descrivere questa squadra che fa della compattezza la sua arma principale, unita a quella classe cristallina così devastante e continua nel tempo dei suoi interpreti principali. La squadra di Klopp sa stare in campo come nessun’altra formazione in Premier: le tre linee, ossia difesa, centrocampo e attacco, sono quasi sempre strette e tendono poche volte ad allungarsi o sfilacciarsi, permettendo di giocare con un baricentro molto basso. Gli avversari si trovano così di fronte come ad una muraglia che non riescono a superare. Il sontuoso lavoro di Firmino, bomber dal goal facile ed al contempo player in grado di dare una mano anche nei momenti di difficoltà, fa la differenza, così come i difensori della rosa. Van Dijk, vice-pallone d’oro, ed il duo Alexander-Arnold e Robertson, forse i terzini più forti al mondo, sono i magnifici direttori del reparto arretrato meno battuto della Premier. Che poi dire del fortissimo Alisson ex-Roma? Abbiamo menzionato la classe cristallina della rosa del Liverpool ed ora approfondiremo tale tematica. La capacità di determinare l’esito di ogni partita non è solo una peculiarità dell’arci-famoso Momo Salah ma anche di Sadio Mané, la cui velocità supersonica mette quasi sempre in difficoltà le retrovie avversarie che si vedono facilmente superate. A noi piace molto anche la corsa e le qualità di interditore/costruttore della manovra di Fabinho e quelle del meno sponsorizzato Keita, che quest’anno sta trovando il giusto spazio in campo sotto la guida del tecnico tedesco.

Un titolo nazionale che manca dal lontano 1990 

Dopo aver trionfato nella scorsa edizione di Champions League contro il Tottenham, è ora di tornare ad essere veramente competitivi anche in Premier, vincendo quel titolo nazionale che manca in bacheca ormai da 30 anni. Ed è ciò che accadrà quest’anno visto e considerato che la vittoria finale è a portata di mano. Al di là della bravura del Liverpool schiacciasassi, i Reds devono comunque ringraziare il City che, sebbene ad agosto fosse una delle squadre favorite per la conquista del torneo, è riuscito a complicarsi la vita in più occasioni (vedi il 2 a 2 contro il Crystal Palace. Aggiungiamo infine “la prematura scomparsa” dalle scene di squadre blasonate come Manchester United, Chelsea e Arsenal, e lo scudetto non può che avere un solo unico un trionfatore: Liverpool.