JUVENTUS E ULTRAS:LA FAIDA IN CURVA SUD SCONTRI E LEGAMI E I RAPPORTI CON ALTO PIEMONTE

JUVENTUS E ULTRAS:LA FAIDA IN CURVA SUD SCONTRI E LEGAMI E I RAPPORTI CON ALTO PIEMONTE

Tempi duri per gli ultras della Juventus. Dopo la bufera giudiziaria di Alto Piemonte, è arrivato il rincaro sui prezzi di abbonamenti e biglietti a scatenare la protesta in Curva Sud nel corso delle partite giocate dai bianconeri all’Allianz Stadium. Come racconta oggi Il Corriere Torino, poi, ci sarebbe una faida interna pronta a esplodere proprio nel cuore del tifo bianconero.

LA FAIDA – I True Boys, gruppo ultrà che sta provando a inserirsi nel primo anello della Curva Sud, ha invitato i rivali di Tradizione a chiarire le rispettive posizioni fuori dall’hotel Nh di Torino, salvo poi non presentarsi. Assenza interpretata come un segnale di sfida da parte dei rivali, che vogliono vietare l’accesso in curva al nuovo gruppo, composto principalmente di napoletani emigrati a Stoccarda. La replica dei True Boys al divieto di Tradizione è stata durissima, come riporta il Corriere: “Non ci fermeremo davanti alle minacce, devono ammazzarci per non farci entrare allo stadio“.

ALTO PIEMONTE – La situazione è pronta a esplodere e la Digos controlla con attenzione gli sviluppi.La stessa Juventus teme il verificarsi di scontri alla prossima partita casalinga. Sorge anche qualche perplessità, però. Fino allo scorso anno, i True Boys hanno occupato il secondo anello insieme ai Drughi, senza dare problemi. Dopo l’inchiesta Alto Piemonte, con il club bianconero che ha fatto pagare a ciascun tifoso ogni singolo biglietto, in curva è scoppiato il caos. I Gobbi, creazione delle cosche per spartirsi le creste dei biglietti, sono morti. Poi, è scoppiato il caso True Boys, scesi dal secondo al primo anello, non senza dissensi. I cori contro i tifosi napoletani in occasione del big match di campionato ha scatenato un’ulteriore polemica, ma gli inquirenti indagano soprattutto su possibili rimandi al caso Alto Piemonte.

LA PROSSIMA PARTITA – E tengono d’occhio da vicino il prossimo impegno casalingo all’Allianz Stadium in cui sarà presente la Curva Sud, squalificata il prossimo 20 ottobre contro il Genoa. Appuntamento, col bollino rosso, il 3 novembre contro il Cagliari.

L’ARTICOLO DEL CORRIERE DI TORINO A FIRMA DI ELISA SOLA

L’ultimo gesto di sfida — a cui sono seguite dichiarazioni che preannunciano tensioni — risale alla notte di giovedì scorso. Quando i True Boys , gruppo ultrà che tenta di inserirsi nel primo anello della curva sud juventina, ha invitato i rivali di Tradizione a «chiarire» le rispettive posizioni fuori dall’hotel Nh, alle Porte Palatine. I Tradizione , capeggiati da Umberto Toia, sono arrivati. I True Boys, no. Un’assenza interpretata come l’ultima beffa dai rivali, che ora vorrebbero vietare l’accesso in curva dei nuovi ultrà. Ma il gruppo emergente, composto da napoletani emigrati a Stoccarda, replica: «Non ci fermeremo davanti alle minacce, devono ammazzarci per non farci entrare allo stadio». Che la situazione stia per esplodere non è un’ipotesi vagliata soltanto dalla Digos, al lavoro sul caso.

All’interno della stessa società bianconera si percepisce il timore che possano verificarsi scontri alla prossima partita. La storia dei True Boys agli inquirenti pare un po’ strana. L’anno scorso hanno occupato il secondo anello della curva, con i Drughi. Senza mai dare problemi. Quando la bufera giudiziaria di «Alto Piemonte», che verteva sul bagarinaggio gestito dalla ‘ndrangheta, è finita — e la Juve ha deciso di far pagare a tutti ogni singolo biglietto — in curva si sono verificati mutamenti notevoli. I Gobbi, creazione delle cosche per spartirsi le creste dei biglietti, sono morti. E sembrava tornata la pace. Poi, nelle ultime settimane, hanno alzato la voce i True Boys. Dal secondo anello sono scesi al primo, a fianco dei Tradizione. I primi dissidi con Toia, leader che anni fa venne aggredito per la sua ritrosia a destinare i soldi ai Crea, nota famiglia della ‘ndrangheta, sono iniziati presto. Con i famosi cori contro i napoletani, che i True boys si sono rifiutati di cantare. Per «chiarire la questione», i True Boys hanno dato appuntamento a Toia e ai suoi uomini. Ma non si sono presentati. L’ultimo affronto che avrebbe fatto decidere al leader di Tradizione la loro «eliminazione» dalla curva. Ma perché i True Boys, inferiori numericamente, decidono di affrontare un personaggio come Toia? L’unico movente è davvero la volontà di non cantare cori razzisti? Domande che gli inquirenti si pongono. Non è passato inosservato, inoltre, un riferimento velato che un rappresentante dei True Boys ha fatto su Facebook, riguardo allo storico leader dei Drughi, Gerardo Mocciola. Colpito da sorveglianza speciale, escluso dalle indagini di «Alto Piemonte», Dino non è stato nominato, ma elogiato. Perché? E infine, ci sono interessi economici dietro alla nuova guerra degli ultrà? Non ci sono risposte, per ora. Ma il prossimo match è da bollino rosso.

https://torino.corriere.it/cronaca/18_ottobre_11/juventus-guerra-true-boys-curva-sud-bianconera-d54a75ba-cd2f-11e8-9cab-4f8a118e4830.shtml

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