VOGLIONO UN’ALTRA CALCIOPOLI LA JUVENTUS E’SOTTO TIRO di Marcello Chirico

L’ho sempre detto e lo ribadisco pure stavolta: non credo ai complotti, quelli pianificati nelle segrete stanze di fantomatici Palazzi, da parte di poteri occulti. Credo invece agli accanimenti mediatici che vanno a vellicare i “sentimenti popolari”, cavalcati poi strumentalmente da chi cerca pretesti per poter arrecare danno ad un avversario. Politico o sportivo che sia.
Un esempio per tutti: Calciopoli. Intercettazioni di poco valore scartate dalla Procura di Torino, acquisite poi dalla FIGC, girate ai giornali (ricordiamoci i 2 volumi pubblicati da L’Espresso) il casino che venne montato sopra, l’indignazione popolare, il processo-lampo, le condanne. Tutto in tre mesi. Perché ritiro fuori Calciopoli? Perché ho come l’impressione che si stia provando a ricreare lo stesso clima di quell’estate 2006 attorno alla Juventus, l’avversaria da battere.E se non ci si riesce in campo, si prova utilizzando altri metodi.
Osservate con attenzione cosa sta capitando da circa una ventina di giorni a questa parte: prima viene dato fuoco alle polveri sul presunto sexygate di Cristiano Ronaldo, poi arriva la trasmissione Report e rispolvera la questione della N’drangheta infiltrata nella curva Juve con nuovi particolari sul caso e il coinvolgimento diretto di Marotta, infine ecco il Corrierone di proprietà di Urbano Cairo tirare fuori un’indagine giudiziaria su tasse non pagate nel 2012 ma sulla cui ipotetica evasione non e’ stato finora celebrato alcun processo. Uno, due, tre. Sara’ finita qui? Ah, volendo, c’e’ pure la curva squalificata per i cori razzisti e di discriminazione territoriale contro i soliti napoletani. Tutto accidentalmente casuale?
A mio parere, no. Anzi, ho come l’impressione che la Juventus sia nuovamente finita sotto attacco. Non puo’ essere un caso che una vicenda come quella di Ronaldo venga insabbiata per nove anni, l’intero periodo in cui il giocatore ha indossato la maglia del Real Madrid, e venga ritirata fuori , con una virulenza fuori dal comune, non appena CR7 si e’ accasato da un’altra parte. Caso vuole, alla Juventus. Prima Ronaldo era il top player assoluto, adesso e’ uno stupratore seriale.  A Milano, Napoli, Roma sono tutti con la bava alla bocca sperando in un arresto e una maxisqualifica, oltre ad un danno di immagine di tale portata da far saltare tutti i possibili introiti che la Juventus avrebbe potuto incassare col marketing e le sponsorizzazioni.

Ronaldo non finira’ in carcere perché la Mayorga sta solo sfruttando l’onda lunga del movimento femminista e antisessista #metoo, nato negli States col caso Kavanaugh, e cercando di incassare altri soldi, dopo i 375mila dollari già spillati a Ronaldo nel 2009. La Juventus continuerà a vendere decine di migliaia di magliette di CR7 e gli sponsor continueranno ad arrivare.

Non puo’ essere un caso che, alla Rai, tirino fuori filmati e intercettazioni su un’inchiesta – Alto Piemonte – che non ha mai visto nessun dirigente della Juventus alla sbarra e, soprattutto, nella quale il club bianconero e’ stato chiamato semplicemente a testimoniare sui rapporti intercorsi tra frange ultra’ legate alla malavita organizzata e la società, per quanto attinente alla vendita di biglietti. Agnelli e’ stato prosciolto da ogni addebito di collusione pure dal tribunale federale, di solito poco tenero con tutto cio’ che riguarda la Juve.

Il collega di Report che ha curato il servizio ha detto di voler fare chiarezza sulla misteriosa scomparsa dell’ultra’ Raffaello Bucci, che fece da intermediario tra i servizi di sicurezza della Juve e gli ultra’. “Lo si deve alla moglie e ai figli” e’ stata la sua filantropica spiegazione. Ovvio che il giornalismo d’inchiesta deve provare a dare delle risposte a casi irrisolti, raccogliendo informazioni, testimonianze, documenti che possono aiutare a ricostruire la verità. Se pero’ lanci la bomba, dicendo che il prossimo 22 ottobre manderai in onda un servizio che farà rumore anche a livello internazionale, tirando fuori novità sconvolgenti, inneschi inevitabilmente nuovi sospetti su un club che ,al contrario, ha contribuito a fornire agli inquirenti tutte le informazioni a propria disposizione. I pessimi rapporti in essere, al momento, tra società e ultras partono proprio da lì.
Fatti, sotto gli occhi di tutti ma che, a quanto pare, interessano poco. Più facile e redditizio far credere di avere in mano documenti scottanti coi quali, magari, riuscire a far riaprire l’inchiesta (già chiusa con sette condanne) e portare in tribunale, stavolta da indagati, qualche dirigente juventino. Sperando poi in condanne esemplari, squalifiche, punti e scudetti ritolti alla Juve, perchè – diciamocelo – sotto sotto la speranza di tanti è solo questa. Anche da parte di qualche iscritto al Saxa Rubra Roma Club. Succederà nulla di tutto questo, ma – intanto – si fa casino lo stesso.
Non è nemmeno un caso che il Corriere della Sera – lo stesso che, circa un mese fa, attaccò Marotta sull’annosa questione del conteggio degli scudetti vinti dalla Juventus, approfittando della polemica sulle fasce da capitano – se ne sia uscito citando un’inchiesta della Procura di Torino su una presunta evasione fiscale della Juventus datata 2012, in merito alla quale il club ha già fatto pervenire all’Erario le proprie spiegazioni.  Trattasi, in poche parole, di una disputa tecnica, relativa a compensi che il club sostiene di non dover versare e che invece Equitalia ritiene dovuti.  Verrà risolta pure questa diatriba fiscale, però fare un bel titolone con l’ad juventino Mazzia indagato vuoi mettere che bel polverone ti solleva? Soprattutto sapendo che tanti gli articoli manco li leggono ma si fermano proprio ai titoli?
Infine, c’è pure la chiusura della curva sud all’ Allianz Stadium, da scontare nella prossima gara interna col Genoa. La Juve ha presentato ricorso, perché ha ritenuto ingiusto che a pagare siano pure gli abbonati che quei cori contro i napoletani non li hanno cantati.  Apriti cielo! La Juve schierata coi razzisti! Sacrilegio! Ma no, il vero motivo di tanta indignazione e’ un altro: il ricorso non andava accolto perché sai la goduria di poter vedere una fetta di quello stadio vuoto. E infatti, da una giornata di squalifica si è passati a 2 proprio perché ti sei permesso di ricorrere. Dal danno alla beffa, grazie ad un insulso codice di giustizia sportiva che da anni andrebbe riformato ma invece è più comodo e funzionale lasciare invariato.
Concludendo.
Sexygate, Report, denuncia fiscale, doppia squalifica della curva, tutto questo in meno di un mese. E’ almeno ancora lecito poter pensare male? O dobbiamo aspettarci altro?