JUVENTUS UN’ALTRA FIGURACCIA, PIRLO E’ ALLA FRUTTA

Sarebbe bello e la Juventus si qualificherebbe anche per la quarta posizione, se se ne andasse Pirlo. Un’altra figuraccia nel derby contro il Torino. Ha ancora presentato un terzino a centrocampo quello scadente di Danilo e riproposto le 4 punte in un falso 4-4-2 ma è un indegna 4-2-4 che ha esposto la squadra all’ennesima figuraccia. Si parte con un rigore netto non chiamato al Torino per un fallaccio di De Ligt su Belotti e poi Chiesa  segna durante un ‘azione a vanvera e quindi la partita ,come sempre, prende una piega storta per la Juventus perchè i due a centrocampo non reggono, non possono reggere. Il Torino ci crede, prende coraggio, pareggi  con una corta respinta del portiere bianconero, non in giornata, dopo un tiro di uno juventino Mandragora, più forte di Danilo e Bentancu messi insieme ma stranamente ignorato dalla sua squadra di proprietà la Juventus appunto,  con Sanabria che spinge la palla in rete. Dopo il pareggio il Torino stringe d’assedio la Juventus, Morata è un fantasma, Chiesa fa quello che può in un ruolo non suo, Kulusesvki confinato a fare il tornante e Alex Sandro è un ex calciatore.

 

Una squadra di campioni Pirlo l’ha resa una formazione di brocchi. Nella ripresa, pronti via e il Torino passa in vantaggio, altra papera del portiere bianconero su tiro ancora dello stesso Sanabria in diagonale e non irresistibile, ma la squadra, come capita quasi sempre,  e  a differenza del primo tempo, è scesa in campo con lo stesso atteggiamento di Pirlo dormiente. Non riesce a reagire, il Torino vince sempre a centrocampo perchè è sempre in superiorità numerica e i bianconeri sono lenti, macchinosi, prevedibili. Mentre la partita si trascina stancamente alla fine con  il Torino meritatamente in vantaggio, la Juventus pareggia con Ronaldo il quale colpisce di testa dopo un rimpallo e sul filo del fuorigioco rimette la partita in equilibri. Subito dopo la partita bianconera ha un sussulto, Bentancur, giocatore tra i più scarsi della serie A, fa un tiro da fuori area bellissimo il portiere tocca la palla quel pochino da stamparsi sul palo. E’ il canto del cigno di una squadra che mestamente si trascina fino al finale salvandosi con una parata di Szczesny  che evita la sconfitta e salva in parte la sua prova disastrosa. Sergio Vessicchio