CALCIO IN CRISI IN CAMPO I PROCURATORI

CALCIO IN CRISI IN CAMPO I PROCURATORI

Dagli agenti parte un invito al confronto. È quanto affermato nel breve testo di un comunicato diffuso nella giornata di ieri da AIACS-Assoagenti. Due capoversi per dichiarare la disponibilità “a incontrare i club, le Leghe ed ogni altro soggetto deputato”, con lo scopo di affrontare la grave crisi da coronavirus e cercare soluzioni condivise. Un’iniziativa che l’associazione prende “su richiesta esplicita” dei calciatori assistiti. Ciò che fa anche sorgere un interrogativo, in termini di rapporti fra soggetti istituzionali e corpi intermedi: i calciatori che per la soluzione della crisi da Covid-19 chiedono l’intervento degli agenti lo fanno perché auspicano un’azione complementare a quella dell’Associazione Italiana Calciatori, o perché chiedono un’azione di supplenza rispetto all’AIC? Interrogativo che rimane in sospeso. E rimane acquisita anche la proposta di un metodo che somiglia molto alla concertazione. Ciò che costituirebbe un segnale per il calcio italiano, caratterizzato da una litigiosità strutturale di cui la Lega di Serie A è la massima espressione.

Per ciò che si può ricavare dalle notizie ufficiali, soltanto in Inghilterra il calcio sta provando a muoversi in questa direzione. Giusto ieri, 1° aprile 2020, il sito della Premier League ha messo in rete un comunicato congiunto che porta la firma della stessa Premier League, della Football League, dell’associazione nazionale calciatori (Players Football Association) e dell’Associazione Allenatori (League Manager Association). E come si può notare, nel caso inglese non sono coinvolti gli agenti ma nemmeno la federazione (Football Association). Ciò che conferma quanto la crisi abbia messo a nudo l’impreparazione del sistema calcio, ai livelli sia nazionali che internazionali, in materia di metodi della concertazione per affrontare situazioni straordinarie. Il comunicato congiunto inglese parla di soluzioni e proposte non ancora definite, ma alle quali si lavorerà “nelle prossime 48 ore” (cioè oggi e domani). E se davvero si trovasse una soluzione condivisa, sarebbe già un bel passo avanti in termini di dialogo. Vorrà dire che almeno si sarà cavato qualcosa di positivo da un passaggio storico tanto drammatico.

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