LA STORIA SI RIPETE, MILAN-INTER IN SEMIFINALE I NERAZZURRI SUPERANO IL BENFICA/ VIDEO

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Vent’anni all’improvviso sembrano volati via, anche se è tutto diverso e nessuno avrebbe scommesso un euro sulla rinascita del nostro pallone. Invece siamo tornati e, contro ogni pronostico, siamo l’unica nazione sicura di portare una squadra alla finale di Champions LeagueInter e Milan, ancora loro, inaspettatamente catapultate dentro un mese di maggio che sembrerà infinito, in fondo a due sfide che saranno un inferno, equilibrate e durissime, per le gambe e per la testa. Due derby che valgono venti (10 maggio Milan-Inter, 16 maggio Inter-Milan), che spostano una misura stretta che diventerà un abisso. Chi passa vola a Istanbul, chi cade sprofonda. E non sarà un bel cadere.

Inter e Milan sono un orgoglio, innanzitutto, perché hanno avuto un percorso non banale e hanno incrociato i guantoni con squadre sulla carta più pronte se non semplicemente più forti. Ma hanno lottato con tenacia e maturità, qualità e convinzione. Insomma, non avranno i galloni di Real Madrid e Manchester City, ma non sono lì per caso. Sono lì perché hanno dimostrato di poterci stare, portando a testa alta sulle spalle, insieme al Napoli, il vessillo di un calcio, il nostro, che sarà diventato poveretto, ma non è finito e continua a far paura a tutti.

Vent’anni dopo è una curva che è stata lunga, che non ci permetterà di goderci, come allora (2003), una finale tutta italiana (Milan-Juve, con vittoria dei rossoneri a Manchester ai rigori, ndr), ma ci darà la grande, e in Europa unica, possibilità di osservare da una distanza ravvicinata e privilegiata due derby in una semifinale di Champions. Dopo, solo dopo si vedrà contro chi toccherà giocarsi la coppa. E magari ci troveremo di fronte a una finale impossibile, ma questo è oggi un pensiero troppo lungo, che salta in un fiato un mese che sarà di apnea per Milano tutta.

Sarà un mese da sentire senza nemmeno provare a capirlo. E d’altronde gli ultimi due anni dicono che Milan e Inter si battono e si sbattono. Una volta il Milan, un’altra l’Inter. Lo scudetto nerazzurro due anni fa, quello rossonero l’anno scorso, in un sano “odiarsi” che è stato inseguirsi. Fino al penultimo gradino dell’Europa dei grandi. Ancora MilanInter, da scrivere attaccato, come fosse la stessa identica cosa. E allora buona vigilia, lunghissima, infinita vigilia, a tutti quanti.

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